Salvare una vita, aiutare un pianeta.

Volontariato e anche salvare una vita, aiutare un pianeta, darsi per gli altri.

Il volontariato ha sempre rappresentato una fonte inarrestabile di aiuto, sostegno, incoraggiamento per milioni di persone, ma anche per milioni di animali. Senza l’impegno di di tantissime persone, che sono disponibili a donare del tempo  per gli altri il nostro paese, e non solo questo, sarebbe un posto peggiore dove vivere. Se dove c’è sofferenza c’è un aiuto, se dove c’è un malato terminale c’è un volontario, se dove c’è un animale sofferente c’è una mano disponibile a un gesto concreto questo è perchè ci sono persone che si privano del loro tempo per darlo agli altri, senza ricompensa.

Nel mondo del volontariato ci sono mille sfaccettature, tanti impegni, tanti bisogni da inseguire: chi si occupa di fare qualcosa per gli altri non si chiede se la sua opera sia migliore di quella di altri, se sia più stimabile aiutare un anziano, fare il soccorritore in ambulanza, prestare la propria opera in un centro per la salvaguardia delle tartarughe oppure alzarsi la mattina presto per salvare i rospi. Chi fa volontariato apprezza il senso del darsi, è fiero di essere “socialmente utile” senza chiedere e di tornare a casa stanco, ma sempre felice della fatica fatta.

Sarebbe sbagliato idealizzare il volontario, anche se sempre più sta integrando o sostituendo quello che gli enti di prossimità dello Stato non riescono più a garantire: non è sempre una risorsa, non è sempre una risposta, non rappresenta sempre un donarsi senza volere nulla in cambio. Lo diventa quando l’attività volontaria diventa un lavoro non retribuito, non un’attività da compiere in modo anarchico e senza regole per soddisfare la propria emotività e il proprio ego. Fare volontariato professionalizzato è una fatica, è un continuo mettersi in gioco, una costante sfida per migliorarsi, crescere e imparare. Senza questa premessa il volontariato è inutile se non dannoso perchè anzichè essere portatore di positività incarna valori negativi: quelli di un falso altruismo che in realtà è solo un modo per soddisfare sé e il proprio bisogno di sentirsi utile, buono.

Dopo tanti anni passati nel fare volontariato a favore degli animali ho conosciuto persone splendide, i più, ma anche tanti volontari refrattari a ogni regola, a ogni volontà di sapere, di conoscere e a ogni volontà di capire. Persone che parlano di animali senza conoscerli, che vorrebbero fare le guardie zoofile per avere un potere senza la fatica di dover studiare, senza approfondire. Persone che spesso riempiono le pagine dei social media con il cuore ma senza preparazione, senza conoscenza; attivisti che credono di poter essere importanti solo perchè pubblicano mille annunci per adozioni o fanno mille tweet. 

Non ci può essere coscienza senza conoscenza, non basta volersi sentire utili per essere utili: se la squadra di un’ambulanza fosse composta secondo questi requisiti nessuno di noi vorrebbe mettere nelle loro mani la vita. Gli animali non possono scegliere, ma noi abbiamo il dovere di essere professionali, per il rispetto che dobbiamo a chi vogliamo aiutare, per il rispetto che dobbiamo avere di noi stessi.