Vogliono uccidere i daini

Vogliono uccidere i daini ricevuti in eredità, insieme a una villa come ci si disferebbe di oggetti ingombranti. In un modo tanto legale, quanto eticamente inaccettabile. Certo qualcuno potrebbe obiettare che ogni giorno vengono macellati milioni di animali, ma questa vicenda in fondo un po’ disgusta per la sua amoralità. Ad Agrate Conturbia una persona muore e lascia la sua villa, daini compresi, agli eredi. Che senza pensarci su troppo decidono che possono farne carne da macello.

cani falchi tigri e trafficanti

Il vecchio proprietario dei daini per poterli tenere, probabilmente per passione, aveva creato un allevamento. Non per mangiarli, da quel che si sa, ma solo per poterli tenere. La detenzione dei daini, al pari degli altri ungulati, è infatti interdetta ai privati, dal decreto che ha vitato la detenzione di animali pericolosi per la salute e l’incolumità pubblica. Così la legge consente una sola via di fuga a chi voglia tenere questi animali nel suo parco: creare un allevamento di animali da carne.

Del si sa come spesso vadano le cose nel nostro paese, come alcune volte alcune autorizzazioni vengano concesse sul filo di lana, senza fare troppe verifiche. In fondo fino a quando tutto va bene e nulla succede si tratta di poca cosa, specie nei piccoli centri dove si conoscono tutti. In questo caso invece, alla morte del proprietario, la tranquilla vita degli ungulati prende una brutta piega, fatta di spari e sgozzamenti. Legali secondo le autorità, amorali secondo i gestori del Rifugio Miletta, un’oasi per animali che ha sede nello stesso comune piemontese.

Vogliono uccidere i daini sotto gli occhi di chi salva gli animali e soccorre i selvatici: così parte una sommossa

Questa storia è iniziata qualche mese fa e sembrava aver trovato un epilogo soddisfacente: l’oasi avrebbe trovato un posto per gli animali, il nuovo proprietario li avrebbe ceduti e tutto finiva per il meglio. Ma si che le questioni di questo genere non sempre vanno per il giuso verso, un po’ per questioni economiche (forse), un po’ perché la burocrazia certe volte è cieca. Fatto sta che ai primi di gennaio parte la mattanza: animali sparati e poi sgozzati per essere venduti come carne da macello. Legalmente, senza dubbio, ma questo non toglie che resti inaccettabile sotto il profilo morale.

La contesa resta aperta e l’associazione, con toni molto moderati e intelligenti, si rivolge alla rete per far conoscere questa vicenda. Che al momento non si sa che epilogo potrà avere, ma che certo non passerà senza suscitare clamore. Vien da chiedersi, poi, quali fossero le reali intenzioni dello scomparso proprietario degli animali. Quello che sembra certo è che una soluzione ora dovrà essere trovata. Per evitare un’ondata di fango che rischia di travolgere gli eredi.

Aggiornamento dell’8-01-21: Il proprietario ha ceduto i daini superstiti che ora saranno trasferiti in un luogo protetto. La strage ha avuto quindi termine grazie al Rifugio Miletta.