Vita senza diritti per animali e uomini

Vita senza diritti per animali e uomini, dove pochi si arricchiscono e molti, troppi, soffrono per creare ricchezza.

La nostra storia è cambiata da quando abbiamo smesso di essere cacciatori e raccoglitori, per diventare stanziali. Praticando l’agricoltura e l’allevamento.

Così l’uomo non dipendeva più dalla costante necessità di ricercare il cibo, potendo dar vita a strutture sociali più complesse. Quelle che hanno via via strutturato il passaggio da gruppo a società, suddivisa in classi con ruoli e possibilità diverse.

Facendo un salto temporale enorme e arrivando all’era moderna il concetto di mondo si è stravolto: tutto è diventato vicino, raggiungibile, sfruttabile. Possono viaggiare per il pianeta merci e alimenti, carni e animali vivi oltre naturalmente alle persone. Sono cambiate le tecniche di allevamento, di pesca, di sfruttamento delle risorse ma anche quelle di sfruttamento delle persone.

Dall’Australia partono navi stalla cariche di ovini destinati ai paesi orientali e medio orientali, dall’America ma anche da alcuni stati dell’Africa partono invece tonnellate e tonnellate di carne verso i paesi più sviluppati. Mentre dai paesi sviluppati partono tonnellate e tonnellate di rifiuti verso quelli del sud del mondo.

Stiamo riempiendo il Terzo Mondo di rifiuti elettronici

L’Europa sta riempiendo l’Africa di spazzatura elettronica, ufficialmente destinata al riciclo ma nella realtà troppo spesso destinata semplicemente all’ammasso. Piano piano ci stiamo mangiando l’Africa, ma stiamo distruggendo anche le grandi foreste pluviali del centro e Sud America. Per allevare bestiame, per ricavare legno, per produrre olio di palma.

E fra poco sarà la volta dell’Artico, grazie ai cambiamenti climatici che poco stiamo facendo per arginare, che costituirà la nuova frontiera dello sfruttamento del pianeta. Per questo sarebbe indispensabile creare un’area protetta che ne impedisca ogni sfruttamento.

In tutto questo “progresso” abbiamo creato le “fabbriche della carne”, gli allevamenti intensivi, mostruosi, inquinanti, bolge dantesche per gli animali. Per produrre proteine con un ciclo in perdita: il processo di conversione fra proteine vegetali e animali è decisamente sfavorevole. Senza contare le emissioni di gas serra e il consumo di acqua.

Qualcuno dei meno informati potrebbe pensare che, essendo un pianeta sovrappopolato, vi sia necessità di produrre sempre di più e che tutta la colpa stia proprio lì, nella crescita demografica eccessiva. Che è un problema reale, ma non è la causa di questa assurda distribuzione delle risorse. Di una produzione dissennata e di un consumismo, per alcune aree geografiche, spinto all’eccesso.

Li chiamiamo allevamenti ma nella realtà sono vere fabbriche della carne

Per quanto riguarda gli allevamenti intensivi la loro esistenza non ha nemmeno la giustificazione etica di aumentare le rese, per sfamare le persone. Se anche le rese aumentano quello che è importante è che il costo di produzione scenda. Più è basso il costo più aumentano i consumi. A danno di ogni idea di possibile benessere animale. Ma questo per l’economia è secondario.

“L’anno scorso, da soli, 26 ultramiliardari possedevano l’equivalente ricchezza della metà più povera del pianeta (nel 2017 erano 43, ndr). Una concentrazione di enormi fortune nelle mani di pochi, che evidenzia l’iniquità sociale e l’insostenibilità dell’attuale sistema economico”.

Fonte OXFAM

Secondo la Banca Mondiale nel mondo ci sono 2,4 miliardi di esseri umani che devono essere considerati estremamente poveri. Un numero davvero impressionante di persone che non fanno fatica a vivere ma a sopravvivere.

“L’1% più ricco del Pianeta detiene quasi la metà della ricchezza aggregata netta totale (il 47,2%, per la precisione), mentre 3,8 miliardi di persone, pari alla metà più povera degli abitanti del mondo, possono contare appena sullo 0,4 per cento”

FONTE OXFAM

Alle prossime elezioni europee teniamo conto, nell’esprimere il voto, che se vogliamo garantire un futuro al pianeta e se vogliamo sperare che sia almeno un poco migliore di quello attuale dobbiamo scegliere. Che significa votare, che significa privilegiare le persone che all’interno delle varie forze politiche abbiano attenzione verso la tutela ambientale e il rispetto dei diritti umani e animali.

Non sarà facile ma dobbiamo impegnarci tutti per far crescere il potere dell’etica rispetto allo strapotere dell’economia. Per un mondo più giusto per tutti, ma anche perché continui a esserci un mondo. Non è più tempo di restare affacciati alla finestra: deve diventare il tempo dell’azione.