violenza sulle donne spesso viene da lontano partendo dagli animali

La violenza sulle donne spesso viene da lontano, partendo dagli animali.

Per questo motivo bisognerebbe capire che i veri pericoli sono rappresentati da violenza e possesso. Al di la chi sia la vittima sulla quale questi si scaricano.

Forse per proteggere davvero le donne bisognerebbe saper guardare come e dove la violenza nasce, fermarla dopo che è esplosa in modo letale non serve alle vittime.

Quanti nella loro vita si sono occupati di contrastare la violenza, di qualsiasi tipo, sanno che la sua crescita è assimilabile a quella di un palloncino quando viene gonfiato: lentamente prende forma sino a quando, se non ci si ferma nel gonfiarlo, improvvisamente esplode.

Occorre infatti separare i gesti d’impeto, che possono essere episodici, da quelli costanti e crescenti alimentati dalla necessità di esercitare il dominio sulle vittime e da un senso di impunità dovuta alla limitazione delle possibilità di difesa di chi subisce l’aggressione.

Le persone violente sugli animali quasi sempre lo sono anche sui loro simili, colpendo tutti gli anelli deboli di una catena familiare: bambini, anziani, donne oltre agli animali. Non vi è distinzione perché la violenza diventa un modo di rapportarsi, si traduce nel bisogno di esercitare un potere che sia in grado di scacciare il fantasma delle proprie debolezze.

La violenza è quasi sempre esercitata da persone deboli che la usano per affermare un predominio, un comportamento istintivo tipico di qualsiasi essere vivente in difficoltà. Solo che gli uomini dovrebbero essere più attenti nel leggere i segnali che dovrebbero consentire di proteggere le vittime o quelle che rischiano di diventare vittime di aggressioni letali.

Non passa giorno che non si legga di violenze in famiglia, di violenze sulle donne ma scavando nelle notizie, specie quando si è purtroppo arrivati all’aggressione mortale, si scopre che le vittime avevano un percorso costellato di episodi violenti, alcune volte sottovalutati da loro, molte volte non tempestivamente perseguiti dalle istituzioni.

Non occorrono leggi speciali, non credo occorra tutelare un genere ma sono invece fermamente convinto che occorra creare reti di protezione efficaci e veloci, una registrazione dei segnali predittivi, come la violenza sugli animali, un potenziamento di luoghi sicuri dove le persone si possano rifugiare, anche con i loro animali.

E’ stato dimostrato che molto spesso le vittime non si allontano da casa e dalla persona violenta proprio perché hanno difficoltà a trovare un posto sicuro dove potersi trasferire con i loro animali, che non solo rappresentano un grande affetto ma anche una relazione che serve a lenire il dolore di uno strappo violento.

Animali che le vittime non vogliono lasciare nelle mani della persona violenta per paura che si possa rifare sulle loro vite, come la cronaca ha spesso dimostrato.

violenza sulle donne spesso viene da lontano partendo dagli animali

Dal 2016 l’FBI ha iniziato una sistematica schedatura delle persone che commettono violenze sugli animali proprio perché negli USA questo crimine è stato ritenuto predittivo di altri e pericolosi fenomeni di violenza sulle persone. Non occorrono leggi speciali, occorre il buon senso e la volontà reale di ascoltare e usare i segnali che arrivano dalle persone oggetto di violenza, tempestivamente.

La violenza sulle donne è un mostro, ma molte volte uccide di più la distrazione delle istituzioni: le giornate mondiali possono servire a tenere desta l’attenzione ma la prevenzione e la cura sono fatte di azioni, non di proclami.