Vigile urbano spara a un pitbull
Foto di repertorio

Vigile urbano spara a un pitbull, ma leggendo le modalità di intervento si capisce che è l’impreparazione la causa dell’incidente.

I cittadini chiamano la Polizia Locale di Montesilvano, in provincia di Pescara, per un pitbull che girava libero. Gli agenti intervengono e, da quello che scrive l’agenzia ANSA, lo fanno con poca conoscenza dei cani.

Cercano di controllare il microchip con un lettore ma il cane si da alla fuga, probabilmente intimorito dagli agenti in divisa. Nella sua fuga morde un altro cane e fa cadere l’anziano padrone che era sopraggiunto, secondo quanto riporta l’articolo di ANSA (leggi qui).

Già raccontato in questa sequenza probabilmente l’intervento andava graduato diversamente. Avvicinare un cane sconosciuto che che non manifesta segni di aggressività, magari in divisa e con il lettore di microchip in mano, è un’operazione delicata. Che avrebbe dovuto svolgersi con un’altra dinamica operativa.

Invece i poliziotti, dopo il trambusto e il cane in fuga, cercano di bloccarlo e fanno una grossa stupidaggine: usano lo spray al peperoncino. Il pitbull inevitabilmente reagisce, pazzo di dolore misto a terrore, e finisce abbattuto con due colpi di pistola.

Probabilmente più per paura degli operanti che per reale pericolo, anche se senza premeditazione o volontà di uccidere.

Usare lo spray al peperoncino su un cane già impaurito è stato un errore madornale, che denota l’impreparazione degli agenti, che non avrebbero impiegato questo mezzo se solo fossero stati correttamente formati e informati.

Con il loro agire inconsapevolmente hanno creato tutti i presupposti per rendere pericoloso quello che, forse, era un cane mansueto. Tanto da essere lasciato. con grave leggerezza del proprietario, libero di vagare.

L’uccisione del cane deve far riflettere sulla necessità di fare formazione, di tenere corsi sul corretto modo di approcciare un cane vagante, sulla necessità di valutare sempre i rischi correlati a un’azione fatta d’impulso, specie quando si tratta di animali. Per carenza di istruzione lo spray è stato probabilmente visto dall’agente della Polizia Locale come il miglior modo per neutralizzare il cane, senza fargli del male.

La Polizia Locale è in prima linea sul territorio e deve essere preparata anche ad affrontare emergenze di questo tipo. Se i fatti sono quelli che riporta ANSA, infatti, chiunque conosca un minimo il comportamento dei cani capisce subito che l’intervento è stato mal pensato. Senza che il vigile volesse far male al cane, tanto da essere ora sotto shock.