Uomo aggredito dai lupi in Toscana

L’uomo aggredito dai lupi in Toscana lo scorso dicembre, in circostanze poco chiare, è stato denunciato. Per procurato allarme.

Non era mai stato aggredito dai due lupi, come aveva dichiarato, ma era stato morsicato dai cani dei suoi amici, cacciatori.

L’uomo aggredito dai lupi infatti, a differenza di quanto raccontato, stava partecipando a una battuta di caccia alla volpe in Maremma, vicino a Roccastrada. Pur non avendo porto d’armi perché gli era stato ritirato essendo stato infatti coinvolto in passato in episodi di bracconaggio.

Nel caricare i cani degli amici sul fuoristrada è stato morso. E per giustificare le ferite e la sua presenza con i cacciatori, durante una battuta di caccia, si era inventato tutto. Dichiarando, pare, di essere stato attaccato dai lupi mentre si trovava vicino a un gregge di pecore, che certo non mancano in quella zona.

Il racconto dell’aggredito aveva ovviamente trovato ampia diffusione sui giornali, anche perché in Toscana c’è una crescente insofferenza nei confronti dei lupi. Con certa stampa che non perde occasione per raccontare fantasiosi aneddoti sulla pericolosità dei predatori.

Il conflitto uomo lupo in Toscana è sui due fronti: caccia e pastorizia. con il mondo venatorio che come sempre non perde occasione per soffiare sul fuoco della paura. Con l’obbiettivo più volte dichiarato di aprire la caccia al lupo.

Il racconto dell’uomo, un toscano di 65 anni residente nel vicentino, non ha però convinto i Carabinieri Forestali della Stazione di Paganico (GR) che sono riusciti a ricostruire l’intera vicenda. Smontando pezzetto dopo pezzetto la fantasiosa ricostruzione del bracconiere.

L’uomo aveva raccontato anche ai sanitari dell’ospedale di essere stato aggredito dai lupi. Senza che i medici potessero obiettare alcunché, visto che non si registrano episodi di morsicatura da secoli e quindi mancano possibilità di raffronto.

Ma la perseveranza dei Carabinieri Forestali, che hanno coinvolto anche i colleghi dell’arma territoriale e il nucleo anti bracconaggio di Roma, ha avuto la meglio. E il bracconiere ha dovuto cambiare racconto e prendersi una nuova denuncia.

La notizia dimostra, ancora una volta, quanto siano da prendere con le molle le dichiarazioni di chi racconta di essere stato aggredito da un predatore: tutti i casi documentati e indagati, a cominciare da quello dell’orsa Daniza in Trentino, hanno aperto vistosi varchi nella cortina di bugie raccontate dalle presunte vittime.

Chissà che questa denuncia possa essere un monito per quanti pensano di poter inventare finte aggressioni, per giustificare comportamenti poco chiari o anche soltanto per ottenere un attimo di notorietà.