uomo aggredito da un cinghiale

Uomo aggredito da un cinghiale: è il titolo che compare questa mattina sul sito online di Repubblica.

Per fortuna il titolista non ha voluto aggiungere enfasi dicendo che il suino aggressivo portava con se anche un lupo al guinzaglio.

Forse avrebbe esagerato un poco troppo e avrebbe perso di credibilità ma oramai i titoli a effetto sono la norma e evocano sempre situazioni da temere, pericoli in agguato a causa degli animali, quasi fossero esseri malvagi che attaccano l’uomo senza un motivo.

Però, oramai nelle notizie che riguardano cinghiali e lupi c’è sempre da premettere un però, si scopre che il titolo “Uomo aggredito da un cinghiale nei boschi del genovese” non è affatto in linea con il contenuto dell’articolo (leggi qui)  visto che farebbe subito pensare a un attacco immotivato, messo in atto dal cinghiale per pura aggressività.

L’uomo “aggredito” infatti non era un innocuo gitante, ma bensì un cacciatore che con la sua squadra di cinghialai ha braccato l’animale, facendolo inseguire dai cani. Il cinghiale certo non può aver preso questo accadimento come una gita in montagna né può aver visto gli uomini con grande simpatia. Terrorizzato, inseguito dai cani si sarà trovato un uomo a sbarrargli la strada e ha fatto quello che avrebbe fatto anche un uomo in quella situazione: ha cercato di difendersi aggredendo, per puro istinto di sopravvivenza.

A ben vedere poi il titolo avrebbe anche potuto essere diverso, molto, molto diverso: “Ennesimo intervento dell’elisoccorso pagato dai contribuenti per un cacciatore ferito da un cinghiale”.  In effetti non si capisce perché il cacciatore debba essere soccorso gratuitamente, stante che ha deciso, liberamente, di compiere un’attività inevitabilmente pericolosa. Ma questo è altro problema dirà qualcuno mentre altri, inaccettabili, ne invocheranno la morte (l’inutile aggressività di certi protezionisti non mi causa minor ostilità di quanto non riescano a provocarmi i cacciatori).

E quando la vittima dei titoli e della pessima cronaca non è il cinghiale state certi che qualcosa con il lupo nello stupidario giornalistico  lo troverete sempre e con poca fatica. Non è più il tempo di quando i giornali facevano informazione e il motto di un noto settimanale era “i fatti, separati dalle opinioni”, ora la stampa deve attrarre lettori e fare clic. Poi, ma solo poi, deve anche fare informazione, mentre succede sempre più spesso che i fatti siano confusi con il diritto di opinione e con la narrazione.

Così il 17 novembre Il Gazzettino pubblica un articolo che sarebbe davvero esilarante se non avesse toccato un tema serio e alimentato, ancora una volta, la paura verso i lupi. Il pezzo titola “A caccia fra le malghe, fotografati due lupi“, che però sono due cani lupo cecoslovacchi, come quelli che qualche giorno prima assediavano, secondo qualcuno, una villa in Toscana! Un articolo davvero fantasioso che è stato ripreso anche dal sito del progetto LIFE Wolfalps (leggi qui) per la sua manifesta assurdità.

Non pago dell’errore il giornalista (regolarmente iscritto all’abo del Veneto) ha poi rincarato la dose, iniziando la solita tiritera sui lupi ibridi, che sulle Alpi peraltro non risultano presenti. Ma quello che ha scritto, errori compresi che sono suoi, merita una citazione speciale:

Ma in questo panorama desolante per i malgari del Grappa ci potrebbe essere uno spiraglio: i lupi meticci. In pratica se venisse riscontrato che alcune tipologie di lupo presente è frutto di qualche tipo di incrocio, e quindi “non originale”, ecco in questo caso potrebbe essere abbattuto. Come ad esempio i lupi avvistati e fotografati (…). Due lupi che sono sembrati grossi per la tipologia del lupo e che magari potrebbero essere dei “meticci”. (Tratto da Il Gazzettino del 17 novembre 2017 – Articolo di Gabriele Zanchin)

Credo che dopo tanto parlare di fake news gli l’ordine dei giornalisti, che personalmente abolirei subito insieme a tutti gli altri, dovrebbe prendere provvedimenti contro quegli iscritti che usano le notizie alterandole, travestendole, rendendole false come una banconota da 7 Euro. Se non è fatto con volontà è fatto per mancanza di conoscenza del tema, ma questo non cambia il risultato: nessuno agisce, nemmeno quando, oltre ai lupi, prendono a sassate anche la lingua italiana.