Ucciso l'orso Elisio in Slovenia

Ucciso l’orso Elisio in Slovenia. Nonostante fosse munito di radiocollare e l’Italia avesse avvertito dello sconfinamento.

Come è avvenuto per la lupa Spitfire, a Yellowstone, anche all’orso Elisio è costato molto caro l’attraversamento del confine. In Italia sono protetti, ma in Slovenia sono invece cacciabili.

Per questo l’orso è stato abbattuto legalmente e non è servito a proteggerlo neppure il vistoso radiocollare di cui era dotato. Proprio per monitorare i suoi spostamenti e anche per segnalarli agli sloveni.

L’orso era conosciuto per aver attraversato, c’è chi sostiene per ben 5 volte, il lago di Cavazzo a nuoto ma anche per aver superaato la ferrovia che da Trieste porta a Lubiana. Il cacciatore che l’ha ucciso, vicino alle grotte di San Canziano, si trovava su un’altana e pare che non si sia accorto del radiocollare.

Quel che è certo è che come successo tempo fa a un altro orso del progetto, Bepi, anche Elisio ha trovato la morte subito oltre confine. Vanificando gli sforzi fatti dai ricercatori del progetto seguito dall’università di Udine. In questo modo non solo è stato ucciso un orso, ma si è anche compromesso lo studio sui suoi spostamenti (leggi qui) .

In questi giorni un’altro orso è tornato alla ribalta delle cronache, sempre a causa di un abbattimento, anche se questa volta disposto dal governatore del Trentino Ugo dalla Piccola e dal dirigente del servizio faunistico Maurizio Zanin. L’uccisione è quella dell’orsa KJ2, che tanta indignazione aveva causato nell’opinione pubblica.

Abbattuta per una supposta pericolosità dagli uomini della provincia autonoma di Trento, KJ2 era diventata la bandiera di quanti si oppongono a una gestione dei plantigradi fatta a fucilate. Il pubblico ministero Marco Gallina aveva chiesto per Rossi e Zanin l’archiviazione, non ravvisando reati.

Il GIP di Trento La Ganga però ha ordinato che Rossi e Zanin siano iscritti nel registro degli indagati e che sia valutato se realmente non ci fossero possibili alternative all’abbattimento dell’orsa KJ2. Questo riapre nuovamente le indagini che potrebbero prendere una diversa piega per gli indagati.

La speranza delle associazioni è che questa ennesima indagine possa portare a risultati che impediscano di disporre futuri abbattimenti. La tutela degli orsi e degli uomini è possibile, senza necessità di ucciderli. Il vero problema è che la gestione della fauna si incrocia, troppo spesso, con gli interessi venatori. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti.