Trump dichiara guerra orsi lupi

Il Presidente Donald Trump dichiara guerra a orsi e lupi in Alaska, per cercare di guadagnare consensi fra i cacciatori e le lobby armiere. Realtà molto potenti negli USA alle quali il presidente strizza l’occhio nel tentativo di ottenere un’improbabile rielezione alla Casa Bianca. Un sogno che molto probabilmente, per fortuna degli americani e non solo, ha buone possibilità di restare nel cassetto.

Donald Trump è stato il peggior presidente degli Stati Uniti, sicuramente sotto il profilo della tutela dell’ambiente, della fauna e per le sue devastanti opinioni negazioniste sui cambiamenti climatici. Un presidente davvero difficile da dimenticare, che ha avuto durante il suo mandato come obiettivo primario solo la questione economica, facendo passare in secondo piano ogni altra priorità..

La posizione degli USA sui cambiamenti climatici è stata inconciliabile con la realtà e il buon senso, ma anche con il futuro dell’umanità. In accordo con quella del presidente brasiliano Jair Bolsonaro, sostenitore della linea di Trump sul clima e, purtroppo, presidente della nazione che possiede la quasi totalità della foresta amazzonica.

Trump ha dichiarato guerra agli orsi e ai lupi, autorizzando ad andare a stanarli con ciambelle e fari

Una misura che cancella tutte le limitazioni introdotte nel 2015 dall’amministrazione Obama, che aveva attuato importanti politiche a tutela dell’ambiente e per limitare la caccia. Norme che verranno cancellate dalla pubblicazione della nuova legge. Che consentirà di offrire ciambelle agli orsi davanti alle tante, per farli uscire e abbatterli. Oppure di cacciare i lupi con l’ausilio dei fari, di notte. Un regalo ai cacciatori, che in ogni angolo del pianeta odiano i predatori.

Si potrà anche tornare a praticare la caccia dai piccoli aerei, dalle barche e gli animali potranno essere braccati usando le motoslitte. Non solo a orsi e lupi ma anche a molte altre specie che vivono in Alaska. Un provvedimento tanto insensato da far insorgere non solo le associazioni ambientaliste americane, ma anche l’organizzazione che rappresenta i parchi. Che rappresentano, anche se non in questo periodo difficile, una grande fonte di introiti per l’economia dell’intero paese.

“L’amministrazione Trump ha raggiunto un nuovo picco sconvolgente nel trattamento della fauna selvatica. Consentire l’uccisione di cuccioli di orso e cuccioli di lupo nelle loro tane è barbaro e disumano. I regolamenti proposti mettono da parte uno scopo primario delle riserve nazionali per conservare la fauna selvatica e i luoghi selvaggi “, Ha dichiarato Jamie Rappaport Clark, presidente di Defenders of Wildlife.”

Liberamente tratto dall’articolo di US News del 09/06/2020

Con Donald Trump come presidente gli Stati Uniti si stanno comportando come Attila su tutte le questioni ambientali

L’amministrazione Trump ha in mente soltanto le questioni legate all’economia, e non potrebbe essere diverso considerando che il presidente viene da quell’ambiente. Ma senza rispetto dei diritti e dell’ambiente, continuando a negare i cambiamenti climatici e mantenendo alte le tensioni politiche il futuro si presenta con poche luci e troppe ombre. Le stesse che hanno caratterizzato l’atteggiamento presidenziale agli esordi della pandemia.

Il futuro dell’uomo ha bisogno di un rapido cambiamento di passo e personaggi come Trump e Bolsonaro o il primo ministro australiano rischiano di trasformare il nostro pianeta in un inferno. Ma i politicanti passano, mentre l’umanità rimane con tutte le incertezze che derivano da un cambiamento climatico e ambientale della Terra. Che non sembra rientrare fra le priorità di tante, troppe nazioni.