Troppo facile acquistare animali esotici sulla rete

Troppo facile acquistare animali esotici sulla rete. Così, nonostante i divieti, arrivano animali protetti o pericolosi.

Da qualche mese si parla di un puma che si aggira nelle campagne della provincia di Como. Anche se dalle poche foto sembrerebbe essere un caracal.

Una specie che non può essere commerciata e detenuta in Italia, ma che sulla rete si trova con grande facilità. Sia nella forma selvatica che nell’ibridazione con il gatto.

Le notizie si inseguono sui giornali, come sempre avviene in questi casi, senza dare certezze ma soltanto creando allarmi e paure. Anche perché i giornali preferiscono parlare di un puma, piuttosto che di un caracal, un piccolo felino africano che non rappresenta un pericolo per l’uomo.

Su questa apparizione non vi sono certezze: le poche foto sono di pessima qualità e si possono solo intuire alcuni tratti tipici del caracal, come le orecchie e poco di più. Senza dimenticare che ogni anno esce puntuale la notizia, quasi mai confermata, di una pantera o di un puma avvistati in campagna.

Resta davvero troppo facile acquistare animali esotici sulla rete, in fondo soltanto una questione di soldi. Considerando che in molti paesi, soprattutto dell’Est Europa, la loro vendita non è ancora soggetta a restrizioni.

Qualcuno ricorderà la storia di Grum, il caracal ibrido che veniva portato al guinzaglio per Milano da una cittadina bulgara. Venne sequestrato fra mille polemiche dai Carabinieri Forestali. Finendo affidato in custodia alla padrona per la mancanza di luoghi idonei di detenzione (leggi qui).

Il nostro rapporto con gli animali spesso non è fondato sulla conoscenza dei loro bisogni. Ignoranza e disattenzione sono alla base del problema, spesso uniti a una buone dose di esibizionismo. Costituendo una miscela pericolosa, sicuramente per il benessere degli animali.

Non bastano le leggi per arginare questo fenomeno, serve una crescita culturale, una maggior attenzione verso i diritti degli animali, una maggior conoscenza delle loro necessità. Esigenze troppo spesso sottovalutate, non considerate.

Come si può dire di amare un animale e tenerlo in gabbia? Come si può avere rispetto di un pappagallo e privarlo del volo?

Bisogna cercare di divulgare buone pratiche, raccontando che le conoscenze scientifiche e etologiche oggi ci permettono di valutare in un modo diverso la sofferenza. Comprendendo in modo più completo le necessità degli animali.

Se questi concetti fossero assimilati le case non sarebbero più piene di animali prigionieri. Si chiuderebbe molta parte del commercio degli animali esotici, non ci sarebbero caracal che vagano per le campagne lombarde. Interrompendo una sofferenza che ogni anno coinvolge centinaia di migliaia di animali.

Quelli che vengono introdotti nel gigantesco “tritavite” creato dal commercio di animali da compagnia.