Il traffico illegale di tartarughe sta compromettendo le popolazioni di tartarughe marine, contribuendo insieme all’inquinamento al loro declino. Le motivazioni sono le più disparate e vanno dalla superstizione alla gioielleria, dall’utilizzo delle carni al commercio di uova.

Fattori che uniti alle morti causate dalle reti da pesca e dalla plastica le rendono vulnerabili, come indicato nel rapporto del TRAFFIC dal titolo “A Rapid Assessment on the Trade in Marine Turtles in Indonesia, Malaysia and Viet Nam

Vietnam, Indonesia e Malesia sono i paesi più coinvolti nel traffico e nel consumo di derivati. Nonostante il commercio sia stato oramai quasi completamente vietato. Ma corruzione e scarsa vigilanza rendono spesso questi divieti inutili.

In Vietnam le uova delle tartarughe verdi sono considerate una vera prelibatezza: per questa ragione vengono predati i nidi creando grandi problemi alla riproduzione di questi animali.

Il Vietnam è un crocevia dei traffici di animali protetti

Dopo le recenti restrizioni sul traffico di specie protette dalla CITES messe in atto dalla Cina il Vietnam è diventato uno degli hotspot dal quale passano moltissimi animali vivi e derivati. I trafficanti si spostano dove i controlli sono minori, pur restando in una zona strategica per il traffico in Oriente.

La situazione resta preoccupante per le popolazioni di tartarughe che non possono resistere a lungo, senza adeguate misure di protezione in grado di contrastare il bracconaggio terrestre, le catture intenzionali, ma anche i danni provocati dalla pesca.

Considerando che le popolazioni di queste tartarughe sono globalmente in declino, il persistente livello di commercio illegale rappresenta una cupa prospettiva per questi nomadi marini. Salvo che non vengano prese in via prioritaria azioni immediate di controllo e di cooperazione internazionale”. Questo è quanto dice Kanitha Krishnasamy, direttore di TRAFFIC nel sud-est asiatico.

Occorre maggior responsabilità anche dei turisti

Una parte degli oggetti realizzati con le tartarughe marine sono stati rinvenuti in vendita negli shop degli aeroporti. Questo vuol dire che i viaggiatori chiedono e comprano questo tipo di articoli, spesso inconsapevolmente.

Il turismo ha una grande responsabilità nell’alterazione degli ecosistemi. Causando un eccesso di sfruttamento, dovuto anche a comportamenti inadeguati o agli acquisti illeciti. Per questo occorre creare canali informativi costanti con i turisti, per responsabilizzarli nei confronti delle loro azioni e dei loro acquisti.

Il traffico illegale di tartarughe mette in pericolo le specie e può essere costituito anche da piccoli acquisti operati dai turisti. Che messi tutti insieme possono rappresentare un volume critico importante, in grado di alterare gli equilibri.