traffico di cuccioli dall'Est

Il traffico di cuccioli dall’Est deve essere punito con maggior severità e a chiederlo è la Commissione salute pubblica del Parlamento Europeo.

Con una votazione quasi unanime la commissione ha infatti chiesto che la il parlamento vari norme più restrittive su quello che viene identificato come un crimine transnazionale.

Il provvedimento dovrebbe andare in votazione già nella riunione plenaria di settembre e dovrebbe costituire una modifica della legislazione attesa da molto tempo, per rendere efficace il contrasto al traffico dei cuccioli.

Il traffico di cuccioli dall’Est deve essere punito con maggior severità in quanto crea grande sofferenza agli animali e alimenta un flusso sommerso di denaro che vale diversi milioni di Euro. Senza dimenticare che costituisce un rischio sanitario e stimola la corruzione anche di dipendenti pubblici, che ricevono soldi per rilasciare certificati falsi.

La legge sull’importazione illecita di animali da compagnia, varata dal parlamento italiano nel 2010, ha recepito una direttiva comunitaria ma si è subito rivelata una norma inefficace, spuntata nei mezzi anche investigativi e incapace di costituire un deterrente. Dietro questo commercio girano infatti profitti milionari e le sanzioni attuali, poche migliaia di Euro, non rappresentano uno strumento utile per contrastare il traffico.

I consumatori devono essere responsabilizzati e informati su cosa si nasconde dietro i cuccioli che vedono nelle vetrine dei negozi o sulla rete: molti di questi vengono infatti proprio da questo traffico illecito. Animali tolti alle madri molto precocemente, anche a soli 30 giorni di vita, allevati in condizioni pessime, spesso privi di vaccinazione e provvisti di passaporto europeo falso.

Chi compra un cane della tratta deve sapere che nei paesi produttori questi cuccioli costano poche decine di Euro, vengono muniti di documenti attestanti vaccinazioni mai effettuate, con conseguente pericolo per la salute umana e fanno viaggi di migliaia di chilometri per raggiungere i punti vendita. Che possono essere anche nelle aree di servizio delle autostrade, dove i trafficanti si scambiano i carichi.

Ora la Commissione salute pubblica ha votato, con una sola astensione, un provvedimento vincolante che dovrebbe portare a breve a un inasprimento delle pene e a un miglioramento delle possibilità di contrasto alle organizzazioni criminali transnazionali che gestiscono questo traffico.

Il traffico di cuccioli dall’Est deve essere punito con maggior severità anche grazie a banche dati collegate fra loro e utilizzabili su base europea, in modo da consentire agli organi di controllo di ogni paese di poter tracciare con certezza i movimenti commerciali. Questo sarà un problema per l’Italia che, a distanza di più di un quarto di secolo dalla legge che crea l’anagrafe canina, non ha ancora unificato le varie banche dati regionali.

Ma bisogna anche creare reati specifici per i veterinari e i pubblici ufficiali che in cambio di denaro si trasformano da controllori in fiancheggiatori del traffico. Sono infatti i passaporti contraffatti, che attestano dati falsi su nascita e vaccinazioni, la chiave di volta sulla quale si regge il traffico dei cuccioli.

Funzionari infedeli, come rileva la Commissione salute pubblica, che agevolano invece di reprimere la tratta dei cuccioli. Occorre quindi prevedere sanzioni che consentano sequestri di beni, chiusura di negozi e interdizione perpetua dall’esercitare attività con animali. Solo in questo modo il contrasto potrà essere davvero efficace.

Se volete avere maggiori informazioni sulle normative che regolamentano il movimento dei cuccioli potete seguire un corso gratuito online che ho realizzato e che potete trovare sul sito cesdata.it. L’informazione e la conoscenza devono far capire a chi vuole un cane di razza che questo è il primo errore: i cani si adottano e chi crede di comprare un cane di razza in realtà subisce una truffa (leggi qui).