Testa di lupo mozzata per essere esibita

Appesa a un cartello stradale la testa di lupo mozzata per essere esibita. Sulla strada vicino a Germagnano, in Piemonte.

Un altro episodio di bracconaggio fatto con la volontà di sfidare le legge e il buon senso. Dal sapore medioevale, per violenza e arroganza.

Forse soltanto un gesto tipico di questi tempi, dove tutto deve essere urlato, compreso l’amore figuriamoci l’odio. Verso “il predatore”.

Se gli autori di questo gesto sperano in questo modo di ottenere un qualsivoglia risultato, che possa essere diverso dal finire eventualmente nei guai, hanno sbagliato. Non sarà un lupo decapitato che convincerà a riaprire la caccia, non sarà un gesto criminale a modificare lo status del lupo.

Riuscirà al contrario a ottenere l’effetto opposto, con le persone sempre più schierate a favore del grande carnivoro. Sempre più stanche di leggere fake news sul lupo (leggi qui) , sempre più convinte che i cacciatori siano contro i lupi perché non vogliono avere un avversario. Che regoli meglio di loro la presenza di ungulati.

Dopo un’iniziale smarrimento anche le Regioni stanno cambiando atteggiamento, come hanno dimostrato Marche e Basilicata, che hanno messo a disposizione degli agricoltori fondi per acquistare i recinti elettrici. Utili, insieme ai cani da guardiania, per difendere gli animali al pascolo. E anche l’Europa ha innalzato il limite degli indennizzi.

Ma si sa che in Italia le cose facili sembrano le più difficili da capire: la questione faunistica non si è mai risolta e non si risolverà a fucilate. Questa politica non solo non sarà produttiva di alcun risultato, ma non lo saranno neanche gli episodi di bracconaggio sul lupo. Che non metteranno in pericolo l’esistenza del grande carnivoro.

Sono le condizioni ambientali che creano le dinamiche di popolazione, in via primaria, e il bracconaggio mette in pericolo soprattutto animali con un basso tasso riproduttivo. Spesso circoscritti in zone limitate a causa della costante erosione dei territori, specializzati. In sintesi sarà più facile portare all’estinzione gli elefanti, che non eradicare le nutrie (anche su questo si diano pace).

Se ne facciano una ragione i cacciatori, che i lupi ringraziano per aver riempito l’Italia di cinghiali, costituendo un serbatoio di prede infinito creato artificialmente dalla stupidità umana. Che pensa di poter gestire tutto, senza saper gestire nulla. Gesti come questo sono gratuiti quanto inutili, crudeli tanto quanto stupidi. Servono solo a scatenare invettive sui social.

Così come a nulla servirebbe la caccia al lupo, che per fortuna resta chiusa. Nonostante un governo filo venatorio, nonostante le pressioni delle regioni dove i cacciatori restano un serbatoio di voti al quale i politici non vogliono rinunciare. Pur sapendo che i lupi sono i migliori regolatori faunistici. Cacciando in modo efficace e davvero selettivo.