Sgarbi, le capre e la nostra Croce

Sgarbi, le capre e la nostra Croce è un articolo che avevo cercato di non scrivere, poi la rilevanza sui media di una “non notizia” mi ha fatto cambiare idea. Era necessario spiegare le somiglianze fra Sgarbi e la nostra Croce, ma anche le differenze.

Sgarbi e Croce, presidente della fantomatica associazione AIDAA hanno una cosa in comune: la capacità di capire cosa fa notizia, quale assurdità possa conquistare le pagine dei giornali, quale azione possa subire la miracolosa trasformazione da “incredibile idiozia” in avvenimento degno di attenzione da parte dei media. Così succede che Vittorio Sgarbi utilizzi il sostantivo “capra” per definire una persona stupida, ignorante, poco attenta al circostante e lo ripeta fino a farlo diventare un tormentone, invero noioso, ma sicuramente privo di incitazioni al maltrattamento degli animali.

Peraltro andando a consultare il dizionario enciclopedico Treccani alla voce “capra” possiamo scoprire che questo sostantivo femminile venga abbinato alla descrizione di una “Persona ignorante, ostinatamente chiusa nella propria ignoranza: ho perso la speranza di far capire qualcosa a quella c. di mio nipote; a scuola è sempre stata una capra!” Quindi Sgarbi nulla ha inventato, succede spesso, ma ha soltanto ripreso quanto viene inteso nel senso comune, nell’affermare che una persona è una capra.

Forse l’innocente caprino viene ritenuto un animale poco intelligente,  a torto, per via della sua abitudine ad essere gregario, quasi non avesse una propria via da seguire. Se andassimo a seguire il bestiario usato nel lessico umano scopriremmo un sacco di animali, immeritatamente giudicati: iene, sciacalli, avvoltoi, volpi, vacche, porci e così via.

Istigazione al maltrattamento oppure abuso della credulità popolare?

Da questo all’ipotesi di istigazione al maltrattamento ovviamente ce ne corre. Ma proprio qui entra in scena la genialità distorta del presidente dell’AIDAA, sedicente quanto improbabile associazione, Lorenzo Croce, vera croce con poca delizia di chi si occupa di tutelare davvero i diritti degli animali.

Lorenzo Croce, vera “volpe” della comunicazione, capisce che basta unire un nome, quello di Vittorio Sgarbi, a una denuncia per istigazione al maltrattamento delle capre per ottenere una copertura mediatica nazionale, complice le festività con la loro scarsa affluenza di eventi e l’acritica connivenza di molte redazioni che pubblicherebbero qualsiasi cosa faccia notizia e soprattutto click sulle pagine online, vera mecca dei pubblicitari.

In  questo modo Croce  presenta una denuncia alla Procura di Ferrara nei confronti di Sgarbi per istigazione al maltrattamento di animali, reato tanto fantasioso quanto inverosimile, cosa che porterà indubitabilmente ad un’archiviazione immediata di tale stupefacente notizia, in senso lisergico, ma anche alla risonanza per AIDAA e il suo presidente sui media.

Con evidente ripresa di Sgarbi contro gli animalisti, mai assist fu meglio servito, che probabilmente sarà intervistato da Cruciani alla Zanzara di Radio 24, così da poter sfogare il reciproco livore nei confronti degli animalisti, rei di essere veramente privi di buon senso.

Se lo conosci lo eviti, non è infettivo ma infetta la rete

Il problema è che gli animalisti, e per fortuna anche molte testate giornalistiche , conoscono Lorenzo Croce e AIDAA per le sue sparate, per la sua inesistente credibilità, per l’inconsistenza  dell’associazione: per questo farebbero qualsiasi cosa per non essere accomunati a notizie di questa fatta, tanto stupide quanto inutili, tanto prive di senso quanto denigratorie nei confronti di chi difende i diritti degli animali.

Ci sarebbe da sperare in una class action  delle associazioni contro questa diffamazione, contro tutte le attività di AIDAA, una delle quali è un mio personale ricordo indelebile: la seduta spiritica con un cane morto durante un bombardamento della Guerra Mondiale. Nulla da togliere ai cani, tanto da aggiungere al buon senso di chi “spara” notizie ad effetto senza far di fatto nulla in concreto per gli animali.

Con buona pace dei giornalisti che tutto pubblicano senza verificare, senza accertare chi sia il soggetto generatore della notizia. Non un’animalista, non una persona che si occupa di diritti degli animali ma soltanto un fantasioso stregone del marketing fantasioso.

Povere capre, saranno state insultate da Sgarbi, ma difensore peggiore non potevano trovarlo.