Settanta procioni abbattuti

Settanta procioni abbattuti a causa della stupidità umana, che prima li ha fatti importare in Italia, poi li ha liberati in natura. Senza preoccuparsi delle problematiche che avrebbero potuto causare, senza che le amministrazioni se ne occupassero per tempo.

La storia dei procioni dell’Adda è una storia di ordinaria cattiva gestione degli animali da parte degli uomini. Per anni i procioni sono stati importati, per farne pellicce o per essere venduti nei negozi di animali. Fino a quando nel 1996 sono stati considerati animali pericolosi per l’incolumità pubblica.

Qualcuno, chi può dirlo, probabilmente li ha abbandonati nella zona di Fara Gera d’Adda, nel triangolo delle provincie di Monza, Lecco e Como. Una presenza nota da molto tempo, quando gli animali erano pochi e gli interventi di cattura e ricollocazione più gestibili.

Mancano i fondi per catturare i procioni e li si lascia riprodurre

Dalla fine degli anni ’90 si è arrivati al 2016, quando i procioni erano aumentati in modo considerevole. Quando la Regione Lombardia stanzia i fondi per la loro rimozione dall’ambiente. Ma da pochi soggetti il numero si era moltiplicato, rendendo complessa e costosa la loro cattura e collocazione in cattività.

I 60mila euro a quel punto bastavano appena per monitoraggi, catture e soppressioni. Un procione in cattività vive a lungo e la Regione Lombardia non voleva certo pagare i costi della detenzione. Costi che erano lievitati proprio per il mancato intervento iniziale. Che da pochissimi soggetti li ha fatti arrivare ad almeno settanta, visto il numero degli animali abbattuti.

Del resto tutti gli enti coinvolti andavano retribuiti, dall’università a chi si occupa delle catture e della soppressione. Non restavano più soldi e così la via più breve: la soppressione dei procioni. Che nel frattempo erano anche entrati nell’elenco degli animali alloctoni invasivi di rilevanza unionale.

Mancano i centri per il ricovero degli animali e così ucciderli è la via più comoda

Tenere in cattività un animale selvatico può essere una crudeltà, che non sempre si può considerare meglio della morte. Ma ogni animale ha le sue caratteristiche etologiche e non tutti i selvatici sono uguali. I procioni sono animali di taglia piccola, vivono in branco e in recinto spazioso avrebbero potuto trascorrere una vita dignitosa.

Non meravigliosa, ma almeno dignitosa. Senza far passare il messaggio, pessimo, che la scelta sia solo una questione di costi. Se fossero stati abbattuti sessanta cani il web sarebbe insorto, ma per i procioni molti sono più tiepidi. Nonostante questa piccola strage dipenda esclusivamente dalla stupidità umana.

I centri per gli esotici pericolosi sono pochi, i fondi per gli animali mancano sempre, specie quando non ci sono di mezzo i cacciatori. Mentre abbondano i progetti LIFE per l’eradicazione delle specie alloctone, che alimentano un bel settore grazie ai fondi per questi progetti.