selfie con la volpe

Come farsi un bel selfie con la volpe, dopo averla attirata dandole cibo: un intero paese è contento della nuova attrazione e nessuno dice nulla. La Repubblica gli dedica addirittura un piccolo servizio di costume, senza una parola di critica. Come se non fosse arcinoto che alimentare gli animali selvatici, e i predatori in particolare, sia un errore formidabile.

In questa strana estate non è bastato il lupo di Alimini che, scappato da una cattività illecita, ha finito per dare un leggero morso a una persona che faceva jogging. Ci mancava anche la volpe di Miranda, vicino a Isernia, che tutte le sere scende in paese, attirata dal cibo. Per la gioia di turisti e residenti che si fanno fotografare con la volpe. In fondo un selfie non si nega a nessuno, senza farsi troppe domande.

Ma raccontare come un fatto positivo che ci si faccia dei selfie con la volpe è un’informazione di qualità?

Forse no, perché questo comportamento mette in pericolo la volpe, che potrebbe finire abbattuta, e anche le persone. Il problema è che ci sono argomenti che andrebbero affrontati da persone che conoscono le problematiche di cui scrivono. E non tutti i giornalisti sanno la differenza fra un animale selvatico e un cane. Correndo così il rischio di trasformare di fronte ai lettori un comportamento sbagliato in un atteggiamento positivo, da imitare. Come già successo tempo fa anche con un lupo, per fortuna senza che questo causasse danni.

A onor del vero La Repubblica è un giornale abbastanza attento a quello che pubblica sugli animali, ma comunque occorre che adotti un maggior controllo sulle notizie. Per una questione etica, ma anche di buon senso. Per non dare l’impressione di voler essere sempre a caccia di click, senza rispetto e senza consapevolezza. In fondo basterebbe davvero poco per non alterare la realtà, facendo percepire all’opinione pubblica un comportamento gravemente sbagliato come corretto o, peggio, divertente.

Per questo stride che il giornale chieda un contributo a garanzia di un’informazione di qualità. Che in questo caso certo non si può definire tale.