scoperta nuova specie animale

Scoperta nuova specie animale: il webete, una sorta di ibrido nato dall’accoppiamento di internauti poco accorti con la rete, ri-scoperto e battezzato dal giornalista Enrico Mentana, con un fantastico neologismo.

La caratteristica del webete è quello di commentare una notizia senza leggerla, e questa rappresentanta la prima specializzazione, mentre la seconda è costituita dall’alimentazione: si nutrono di qualsiasi forma di spazzatura informatica e più è incredibile e più ne sono ghiotti.

Restando al tema di questo blog, i diritti degli animali e dintorni, possiamo dire senza tema di smentite che, purtroppo, questa nuova specie ha interessi ubiqui e molto diffusi, che non tralasciano sicuramente i temi sui diritti degli animali. Succede così che spesso, incuriositi da notizie incredibili, riescano a commentarle soltanto sulla base dei titoli, senza neanche leggere il corpo dell’articolo e senza nemmeno chiedersi se possano essere fatti almeno verosimili.

Un esempio, giusto per avere una piccola dimostrazione visiva, è la notizia bufala della persona che vede un losco figuro maltrattare un cane, scende dalla macchina e gli spara a un ginocchio. Questa storia, naturalmente falsa, gira sulla rete da più di un anno ma questo non scoraggia il webete né alla lettura né al commento, ma il peggio è che i commenti proseguono anche quando qualche utente informa che si tratta di una bufala!

scoperta nuova specie animale

I commenti nell’immagine, tratta da una pagina Facebook, sono solo alcuni fra i moltissimi postati che, naturalmente come spesso accade, inneggiano alla morte del responsabile, a veglie sotto il carcere per consolare lo sparatore e se la prendono con lo Stato, colpevole di voler punire chi si fa giustizia sommaria. In molti commenti l’unico vero oggetto di maltrattamento è la lingua italiana, ma questo non sembra mai provocare sofferenza nel webete di turno.

Alcuni animalisti, per essere credibili, dovrebbero imparare a leggere bene i contenuti senza fermarsi ai titoli, verificarne la veridicità, cosa niente affatto difficile oggi, e solo allora mettere dei commenti, possibilmente educati perché credere che l’insulto in rete abbia poteri salvifici rappresenta un errore grossolano. Gli animali non hanno bisogno di haters, ma solo di persone che difendano i loro diritti, che siano in grado di argomentare e convincere, comportandosi come persone responsabili e motivate. Strillare insulti, cari leoni da tastiera, specie con la quale si sono a loro volta ibridati molti webeti, non solo non aumenterà di una virgola il progresso dei diritti animali ma servirà invece a gettare ombre sull’animalismo.

Gli animali sono diventati una preda ambita dei siti fake perché sono un tema che interessa sempre di più gli utenti e rende sempre più soldi ai siti fasulli. Non facciamo diventare questo argomento, così importante, una palestra di violenza e disinformazione, cosa che autorizzerà sempre il Cruciani di turno a considerare gli animalisti come degli esaltati. Fatemelo dire, anche a costo di essere giudicato ripetitivo.