Salvini critica gli ambientalisti

Salvini critica gli ambientalisti per la difesa del torrentello e dell’alberello.

Svelando finalmente al mondo chi siano i veri responsabili del dissesto idrogeologico. Che una volta tanto non sono i lupi.

I responsabili sono gli ambientalisti. Quelli che hanno causato “troppi anni di incuria e malinteso  ambientalismo da salotto. Per cui non si tocca l’alberello e non si draga il torrentello”.

Una teoria davvero strampalata, come sempre più spesso lo sono le giustificazioni della politica che vengono propinate ai cittadini. Seguendo il solito canovaccio, che individua un nemico responsabile di ogni cosa e che assolve la politica fatta dalle amministrazioni.

Comprese quelle leghiste come accade nel Veneto di Zaia. Che non pare aver trovato grandi soluzioni per evitare le devastazioni causate dal dissesto del territorio. Che amministrano da anni, cementificandolo e sottraendo suolo. Ma questo non ha valore per l’onnipresente ministro.

Che si dimentica che determinate situazioni disastrose, come le frane, siano dovute proprio alla continua deforestazione e cementificazione del territorio. Così come l’aver ingabbiato fiumi e torrenti, senza lasciar loro la possibilità di esondare, creando un’altra fonte di disastri.

La politica si auto assolve sempre e questo comportamento  lo hanno avuto i governi di tutti i colori che si sono alternati negli anni. Magari con minor enfasi e smanie di protagonismo, con un po’ più di stile e anche di senso della vergogna. Visto che è stato appena votato un condono edilizio che servirà a legalizzare le ferite dell’abusivismo di Ischia.

La Lega, che è un partito legato a filo doppio alle peggiori componenti del mondo venatorio e di quello agricolo, amministra il Veneto e la Lombardia. Regioni che hanno il triste primato del consumo di suolo, della cementificazione e di una gestione ambientale non proprio da fiore all’occhiello.

Regioni che da sempre strizzano l’occhio alle peggiori pratiche venatorie, come la caccia con i richiami vivi, per assecondare la quale volevano riaprire i roccoli. In spregio alle normative europee, come si è tentato di fare per aprire la caccia al lupo.

La verità è che gli ambientalisti sono serviti a mitigare tanti possibili disastri, pur con le loro divergenze e con una visione politica che li ha relegati fuori dal parlamento. Se non ci fossero stati questo paese sarebbe decisamente peggiore, al di là della retorica salviniana. Che ancora non sappiamo dove condurrà l’Italia.

La verità, ancora, è che non basta indossare un divisa (forse senza poterlo fare) per risolvere i problemi ambientali. Non servono nemmeno migliaia di selfie e foto che dimostrano solo un presenzialismo sfrenato. Occorrono fatti e non condoni, rispetto delle regole e meno post sui social.

Ricordando che ogni metro quadro di cemento posato sul suolo lo rende impermeabile, incapace di assorbire l’acqua. Un fatto del quale ci siamo accorti da tempo, ma che la politica, per assecondare certa economia di rapina, non vuol vedere.