Foto tratta dal profilo FB di Matteo Salvini

Il rapporto di Salvini con gli animali può apparire contraddittorio, sembrando quasi al limite della follia. Credo invece che sia puro calcolo politico. Difendere cani e gatti porta consenso, molto più consenso di quanto non ne possa creare tutelare orsi, lupi, vacche o maiali. Specie non volendo scontentare il mondo venatorio o gli allevatori, che sono un serbatoio elettorale sicuro della Lega. Così si punta sui cani e gatti, per conquistare una parte di quello animalista.

Prima che questo ragionamento diventi il ricettacolo degli strali dei sostenitori di Salvini, che oramai sembrano più adepti che elettori, scrivo che i politici, di ogni schieramento, spesso giocano e hanno giocato con i diritti degli animali. Costruendoci carriere politiche lastricate di promesse non mantenute, di passerelle e di consenso amplificato grazie ai media. Quindi il rapporto di Salvini con gli animali non è cosa inusuale in politica, diciamo che lui ha infranto il muro della coerenza più di altri.

Salvini ha affermato che i lupi sono un problema di ordine pubblico e la caccia è un sacrosanto diritto. Ma del resto anche gli orsi erano buoni per farne spezzatino, secondo la Lega, come già diceva Fugatti, l’attuale governatore del Trentino, già nel 2011. Salvini però posta foto di gattini, destina fondi alle regioni per la tutela degli animali e va a visitare strutture come il gattile del Verano a Roma. Sino ad arrivare all’apoteosi: l’apertura di una casella mail contro i maltrattamenti agli animali.

Da ieri infatti è attiva la casella sosanimali.viminale@interno.it alla quale tutti i cittadini potranno segnalare episodi di maltrattamento. Cosa succeda delle segnalazioni e quali canali saranno effettivamente attivati non è ancora dato saperlo. Saremmo molto sollevati nel vedere che le decine di migliaia di segnalazioni che certo arriveranno saranno filtrate, verificate ed evase con un controllo. Attendiamo dati e sviluppi, senza nascondere una certa ansia.

Il comportamento di Salvini con gli animali è variabile

Qualche dubbio lo devono avere anche le associazioni, visto che sia ENPA che LAV propongono di inondare la casella di posta elettronica di appelli per salvare l’orso M49, che in questi giorni è inseguito dal suo collega di partito Fugatti. Che non solo deve mantenere una promessa, ma anche rimediare a una pessima figura. Quella guadagnata dopo la fuga dell’orso M49 dal carcere di massima sicurezza di Casteller.

Insomma forse sono poco numerosi quanti credono alle promesse del capitano Salvini in materia di animali. Peraltro anche le cifre sembrano dar loro ragione: il milione di euro che è stato stanziato per le regioni, diviso fra tutte, diventa un obolo da 50.000 Euro. Una cifra che non risolverà nulla e che forse poteva essere spesa meglio. Ma nel frattempo queste azioni hanno contribuito a far salire il suo consenso, forse, negli ambienti animalisti.

Sui lupi invece il ministro prima fa la voce grossa, parlando di abbattimenti, per poi ridimensionare, parlando di rinchiuderli in qualche recinto. Con una disinvoltura dialettica alla quale oramai ci ha abituati

“Nessun abbattimento dei lupi, al massimo cattura e trattenimento”. Lo dice il ministro dell’Interno Matteo Salvini, dopo la circolare diffusa l’altro giorno dal Viminale. L’obiettivo del ministero dell’Interno, condiviso col dicastero dell’Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare, spiega il Viminale, “è evitare allarmismi, controllare la diffusione della specie e mettere in sicurezza il bestiame”.

Da un articolo pubblicato da ANSA in data 13/04/2019

Ora ci si augura che la mail del Viminale funzioni e non sia solo funzionale al ministro

Il dubbio che sia una mossa propagandistica resta molto alto, ma saremmo lieti di essere smentiti e di poter dire che sia stato un errore non credere a Salvini. Impossibile, del resto, farlo senza prima aver visto i risultati. Del resto sarebbe davvero importante che i reati commessi a danno degli animali fossero perseguiti con costanza e determinazione. Sempre, nel mondo reale e non sui social e senza tornaconti.

Del resto il maltrattamento di animali è un reato penale e chi meglio della Polizia di Stato può organizzare le giuste attività repressive? Vorremmo solo capire, al di là dei proclami, quale sarà l’operatività reale del Viminale della Polizia sul contrasto ai crimini contro gli animali.

Nel frattempo sarebbe altrettanto auspicabile un intervento del ministro Salvini per l’orso M49, sulle cui sorti sta come sempre danzando l’eterno balletto della politica, locale e nazionale. Fra le tante dannazioni degli animali certo c’è anche la politica, che si ricorda del tema sempre a singhiozzo.

L’importante, quale che sia l’idea politica, è sempre dare una valutazione ai risultati concreti e non alle promesse, che se restano tali non servono proprio a nulla.