Una campagna che esorta al rispetto degli animali e a diventare vegani

Una campagna che esorta al rispetto degli animali e a diventare vegani

Credo profondamente che sia necessario rispettare le regole e le norme: quando così non è ognuno ha diritto di far valere i suoi diritti e quelli degli altri nel modo ritenuto più opportuno. La violenza diventa un gesto dimostrativo, il mancato rispetto della legge un valore, se fatto in nome di una buona causa.

Se ognuno, portatore di idee diverse e di valori ritenuti positivi soggettivamente, decidesse che le leggi si possono violare in nome di un valore assoluto ci ritroveremmo in una situazione molto difficile.

Capisco che il metodo non violento possa essere lento, meno adrenalinico, certo non portatore di un apprezzamento immediato dei seguaci perché non porta un risultato in tempo reale: l’uso della violenza per difendere i diritti di chi non ne ha risulta però un modo difficile da condividere. Credo che l’opinione pubblica non la capisca, non condivida e l’allontani anche dalle sacrosante motivazioni.

Penso che i diritti degli animali, per crescere, debbano passare attraverso un cambio radicale di visione della società e credo che le persone, come ha dimostrato nel nostro paese la storia del terrorismo, non siano disposte ad appoggiare e difendere la violenza, seppur motivata da giuste e condivisibili motivazioni.

Penso che questo meriti condivisione e riflessione se non vogliamo che il plauso e la condivisione resti confinata in uno spazio molto, troppo, piccolo.

Se chiediamo l’applicazione rigorosa della legge a tutela degli animali dobbiamo rispettare le leggi, unica fonte di una pacifica convivenza e di una positiva crescita dei diritti.

Meno violenza, più divulgazione, miglior cultura, maggior diffusione dei diritti degli animali, miglior applicazione delle leggi: credo che l’impegno debba valutare solo queste strade.