Rio 2016 olimpiadi senza diritti

Rio 2016 olimpiadi senza diritti in un paese dove violenza, povertà e corruzione rappresentano la norma in una società spaccata in due, con pochi ricchi e una miseria diffusa.

Con un’imponente cerimonia di apertura hannno preso il via le olimpiadi di Rio, fortemente volute dal governo brasiliano e altrettanto osteggiate dal popolo che protesta per i tanti soldi spesi in opere pubbliche che non saranno mai finite e per le “bonifiche” fatte dalla polizia per nascondere meninos de rua, senza tetto, animali randagi.

Le bidonville sono state fatte sparire, grazie all’intervento di una polizia sempre più repressiva con i deboli e gli abitanti delle favelas, per far posto alle speculazioni edilizie realizzate per arricchire i costruttori e l’alta borghesia brasiliana. Su tutto questo è stata poi stesa una coltre di “verde” per dare alle olimpiadi di Rio un aspetto rispettoso nei confronti dell’ambiente naturale. Purtroppo una grande bugia quella di far credere che le olimpiadi siano state un’occasione per migliorare le condizioni di vita dei brasiliani, come si può vedere in questo filmato che ha già superato il milione di visualizzazioni.

Per questo le proteste delle organizzazioni umanitarie e di conservazione ambientale sono state una costante prima dell’avvio di queste olimpiadi, contestazioni purtroppo tenute sotto tono perché lo show olimpico non può essere fermato. Così la cerimonia di apertura, spettacolare quanto esagerata per sfarzo in un paese sprofondato in una grave crisi economica, ha mostrato al mondo il Brasile dei lustrini, del carnevale e dell’allegria. Purtroppo questa non è la rappresentazione delle favelas, di quella vita reale che circonda Rio e che è stata letteralmente nascosta alla vista dei turisti, grazie all’installazione di alte barriere.

Poco si dice del Brazile che deforesta, che sottrae la terra alle popolazioni indigene, che usa la violenza di polizia e latifondisti per tenere in scacco un paese dove la disuguaglianza sociale è un’abitudine, una normale situazione in cui nulla conta se non il denaro.

Certo in questo momento storico abbiamo bisogno di allegria, di dimenticare le violenze e il terrorismo e di cercare qualcosa che ci allarghi il cuore e ci dia l’illusione di un mondo migliore. Stiamo imboccando però una strada senza uscite e cerchiamo costantemente di nasconderlo, proprio come il governo brasiliano durante i giochi. Nasconde i poveri e i disastri ambientali che regolarmente accadono per l’estrazione dell’oro, per lo sfruttamento della foresta amazzonica ma anche per un inquinamento che sta soffocando tutte le grandi città, riversando enormi quantità di liquami nell’oceano, per assenza di depuratori.

Si mescolano nobili arti come quelle sportive con inconfessabili interessi economici e ben poco arriva in occidente, grazie al fenomeno di distrazione di massa delle olimpiadi e al torpore di molti dei nostri organi di informazione. L’organizzazione ha fatto il possibile per far credere che questi giochi siano basati sulla sostenibilità ambientale, raccontando che anche l’oro delle medaglie è stato estratto e lavorato con rispetto. Questo per compiacere l’occidente che dimentica in fretta quanto mercurio, arsenico, cianuro stiano devastando l’Amazzonia, usati da orde di poveri cercatori senza speranze, i garimpeiros che avvelenano la foresta per sopravvivere, sfruttati dai grandi mercanti di metallo prezioso.

Il mondo può cambiare e bisogna impegnarsi per farlo perché come dice Sebastiao Salgado, un fotografo davvero immenso, gli uomini sono il sale della terra, ma non dovrebbero diventare il sale sparso da Attila e dalle sue orde perchè nulla potesse crescere sul suolo. Questo è anche il titolo di un film meraviglioso sulla sua vita, del regista Wim Wenders, da vedere, da assaporare ma soprattutto da assimilare nei suoi valori di speranza.