Regione Lombardia vincono le volpi

La Regione Lombardia, solerte nel difendere i cacciatori anche in tempi di coronavirus, presenta ricorso contro una sospensiva disposta dal TAR. Che aveva ritenuto illegittima una parte del piano di abbattimento delle volpi. Decidendo di ricorrere al Consiglio di Stato, non su una sentenza di bocciatura, ma contro una momentanea sospensiva e soltando di una parte del provvedimento.

Se è vero che l’amministrazione di una regione deve proseguire anche in tempi di calamità nazionali, è altrettanto vero che non vi era né urgenza, né necessità di ricorrere. Considerando che a a breve il TAR si sarebbe espresso nel merito. Ma nonostante la peste i funzionari si sono dimostrati solerti nel depositare il ricorso, quanto il presidente Fontana a firmarlo. Costringendo il Consiglio di Stato a occuparsene.

Così facendo la Regione Lombardia, dopo il sonoro ceffone preso sulla decisione di riaprire i roccoli, per la cattura degli uccelli da richiamo, ne incassa un altro. Altrettanto potente. Sul quale si potrebbe anche sorridere se i tempi fossero differenti e le priorità non dovessero essere altre. E se non si fosse oramai fatta strada anche la certezza di dover mettere in atto altri criteri di gestione faunistica.

In Regione Lombardia vincono le volpi: il Consiglio di Stato definisce risibili le motivazioni di ricorso

L’avvocatura regionale si costituisce quindi contro ENPA, che aveva richiesto al TAR di annullare il piano di abbattimento delle volpi, proposto dall’ambito territoriale di caccia di Lodi. Il provvedimento prevedeva di poter sparare alle volpi in ogni tempo, notte compresa e anche dagli autoveicoli. Una concessione palesemente in contrasto con la legge che regola la materia.

Per questo motivo il Consiglio di Stato, nella sentenza firmata dal presidente Franco Frattini, già ministro degli esteri e membro di diverse commissioni europee, scrive:

Ritenuto, quanto al secondo aspetto, che appare del tutto risibile l’interpretazione giustificatrice (fornita dall’appellante) della locuzione “sparo alla cerca con autoveicoli condotto nelle ore notturne”. Nel senso che l’autoveicolo sarebbe il mero mezzo di trasporto e non vi sarebbe “sparo da autoveicolo con l’ausilio di fonti luminose artificiali” (attività del tutto vietata sia per la caccia che per l’abbattimento programmato).

La Regione appellante, in effetti, sembra sostenere che la sostanza della censurata – e censurabile – prescrizione non sia, come invece è, lo sparo ad una volpe paralizzata dalla luce dei fari di un’auto, che serve proprio per abbagliare l’animale così da ucciderlo aprendo o meno lo sportello dell’auto, e con l’ulteriore gravissimo pericolo di esplodere colpi di arma da fuoco su strade percorribili da auto anche di notte e non necessariamente con l’intento di abbattere animali;

Tratto dalla sentenza del Consiglio di Stato del 27/03/2020 – Sezione Terza – Presidente Franco Frattini

Il 7 maggio il Consiglio di Stato entrerà nel merito, ma la sconfitta della Lombardia è certa

In Regione Lombardia vincono le volpi solo perché gli abusi e gli strappi che la giunta lombarda mette in atto sono contro legge. Non c’è molto da poter discutere quando un’amministrazione locale ignora deliberatamente le leggi nazionali. Quelle poche che ci sono, con sanzioni ridicole, poste a tutela della fauna. Decidendo di mettere in pericolo anche l’incolumità dei cittadini.

Bisognerà ricordarsi, usciti dal tunnel di questa pandemia, che per cambiare registro e non rischiare di ripetere situazioni come questa occorre cambiare. Togliendo la gestione del rapporto con fauna e animali in genere dalle mani di ha in mente solo il concetto di sfruttamento.