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Impotenza è quello che si prova dopo il quinto ibis eremita ferito da una fucilata, Luna colpita in Veneto da un unico pallino che le ha fratturato la tibia.

Costringendola così a una lunga degenza, sperando non ci siano complicazioni. Trascorrerà questo periodo insieme a Thor, ferito anche lui da una fucilata.

Mentre Kato, Enna e Taro, i nomi degli altri ibis che non sono sopravvissuti ai bracconieri, non voleranno mai più nei nostri cieli.

Certo bracconieri, ladri di natura, persone prive di scrupoli che stanno danneggiando volutamente un importante progetto LIFE finanziato dalla Comunità Europea, ma anche persone che compiono atti criminali, che delinquono volontariamente e che rappresentano un pericolo per la società.

Questa settimana a Melegnano, alle porte di Milano, un soggetto purtroppo non ancora identificato ha arrestato il suo furgone a bordo strada, una provinciale, è sceso e ha sparato tre colpi di fucile su un cigno reale, la mascotte della zona, uccidendolo e dandosi alla fuga.

Non uccidono per mangiarli oppure imbalsamarli, oramai è solo la determinazione a commettere un atto vandalico, con un’arma, grazie a una licenza che gli concede lo Stato.

Non occorre essere uno psichiatra forense per capire che questi sono soggetti socialmente pericolosi, lo dimostrano i loro comportamenti, non è un’opinione di chi difende i diritti degli animali. Se la crudeltà sconcerta, la stupidità e l’aggressività annientano per il contenuto di pericolo che racchiudono.

Cercando sulla rete ho visto la radiografia di uno degli ibis morti, era stato colpito si da numerosi pallini calibro 12 ma anche da una proiettile calibro 4,5mm, tipico di una carabina ad aria compressa, un arma con una gittata ridotta.

Questo significa che l’ibis è stato colpito in due diverse occasioni, con l’aggravante che l’ignoto sparatore che l’ha ferito con un colpo di carabina lo ha fatto da una distanza tale che rendeva davvero impossibile non riconoscerlo. Gesti volontari, comportamenti intenzionali messi in atto da cacciabracconieri pericolosi.

Quando si scrive di caccia e di abbattimenti illegali il web si scatena contro i cacciatori rei di essere tutti dei criminali: pur non condividendo nulla della caccia riconosco che esiste, però, una netta differenza fra chi si comporta in modo corretto e chi abitualmente delinque.

Inutile prendersela soltanto con i cacciatori per l’uccisione degli ibis, sarebbe come guardare il dito anziché la luna: il punto è la facilità di rilascio delle licenze di caccia, la scarsa attenzione sulle caratteristiche psicologiche di chi ha una licenza per portare un’arma ma anche, direi soprattutto, sull’impunità garantita che si riconosce ai bracconieri, che anche sorpresi in flagranza di reato rischiano davvero poco, proprio come chi maltratta gli animali.

I cacciatori, anzi i cacciabracconieri perché è di quelli che stiam parlando, sanno benissimo che i rischi derivanti dalle loro azioni delinquenziali saranno minimi e che quasi mai si vedranno ritirata la licenza di caccia.

Quasi mai sconteranno un solo giorno di carcere, se non per reati connessi a violazioni della normativa sulle armi, e che quasi sempre il procedimento penale si chiuderà con una bella oblazione, una scappatoia consentita che permette di pagare una somma di denaro per estinguere il reato.

Questo favor rei, questa benevolenza nei confronti del delinquente, lo ha stabilito il parlamento, lo Stato e non ii cacciatori e poco importa se qualcuno lo abbia fatto per calcolo, per garantirsi consensi elettorali, o per altro motivo.

Quello che davvero importa è che abbiamo una classe politica che anziché occuparsi dei diritti dei cittadini e della tutela della comunità nazionale, in cambio di consensi elettorali, promulga leggi contro i reati fatti in danno di fauna e animali che prevedono pene basse, irrisorie e quasi inutili.

In questo modo si accontenta l’Europa, che obbliga l’Italia a avere sanzioni penali per certe violazioni, ma solo formalmente: la sanzione esiste ma è inutile e/o aggirabile.

Grazie a questo ci sono delinquenti in armi, psicopatici che sparano a tutto quello che si muove o che godono nell’essere riusciti a abbattere un ibis che sono lasciati liberi di agire.  Con buona pace del volo migratorio degli ibis, spezzato da criminali, per i quali siamo odiati dall’intera comunità naturalistica europea.