pericolosi orsi e lupi

Sono più pericolosi orsi e lupi oppure le zanzare? La risposta frettolosa potrebbe essere sbagliata perché sono proprio le piccole zanzare a mietere più vittime. Ben 725 mila morti sono quelli causati ogni anno dalle zanzare nel mondo, secondo i dati diffusi dalla fondazione Gates e pubblicati da ANSA

I serpenti arrivano molto dopo con “solo” 50 mila morti. In Italia, per tornare al punto, ogni anno circa venti persone muoiono a causa dei calabroni, mentre sono 80 le persone morte o ferite a causa della caccia (dati A.V.C.) nel corso dell’ultima stagione.

Eppure sono gli orsi e i lupi che sembrano far trascorrere notti insonni ai nostri politici, con la complicità di chi li vive come avversari: cacciatori e agricoltori. Le paure possono essere allevate, nutrite, fatte crescere e liberate proprio come se fossero animali e in effetti non si può dire che non rendano.

Basta chiedere all’uomo della strada se siano più pericolosi orsi e lupi rispetto ad altri animali

La risposta in grande maggioranza temo che sarebbe positiva: le leggende trovano una presa più facile delle verità, specie se sono ben costruite a tavolino. Specie se possono contare su tradizioni, favole e racconti mitologici che vedono tutti i predatori come un pericolo per gli uomini.

La percezione del pericolo non deve corrispondere alla realtà, ma deve essere fatta crescere, diventare una situazione palpabile anche per chi non abbia mai letto una sola riga sui predatori e sul loro comportamento. Si tratta di da corpo a una percezione basata sulla mistificazione dei dati.

Questo è quello che succede con i lupi, questo sta accadendo con M49, orso in fuga da quando il governatore del Trentino Fugatti lo ha messo in cima alla lista dei latitanti più pericolosi del paese. Ci sarebbe anche da sorridere, se non fosse che queste strategie politiche creano profondi danni non solo per gli animali che ne sono vittime.

I giornali blasonati contribuiscono a diffondere fake news sugli animali per avere click

Così l’orso che passa vicino alla roulotte di due pastori, spaccando (forse) un sacco dei rifiuti diventa un pericolo perché, scrivono alcuni giornali, si lancia contro il mezzo tentando di ribaltarlo. Una favola talmente inverosimile da costringere la Provincia di Trento a smentirla.

Ma tanto, come sempre accade, oramai il danno è fatto e molti ricorderanno solo la notizia degli attacchi e non le smentite. Senza riflettere sul fatto che a un orso non interessa attaccare l’uomo ma solo trovare cibo. Gli animali hanno due obiettivi: mangiare per garantirsi la sopravvivenza e riprodursi per garantire la perpetuazione della specie.

Due comportamenti che sono comuni a tutti gli animali, compresi gli umani, e che derivano dall’evoluzione, dall’istinto. Gli orsi o i lupi non pianificano attacchi agli uomini, non sono pericolosi killer, sono animali che vanno rispettati, evitando di esporsi a pericoli per gli uomini attraverso comportamenti saggi.

Se la politica sguazza nel brodo di cultura delle fake news, i media le fanno buona compagnia. Per un modo di dare le notizie sempre più frenetico, incontrollato e mirato al facile guadagno. Realizzato sulle spalle di articolisti pagati sulla base dei click e, comunque, solo pochi euro per scrivere un pezzo.

Volete difendere orsi e lupi (e non solo loro)?Non condividete notizie incontrollate!

Non tutto quello che viene scritto è vero, non tutto quello che viene pubblicato sulla rete rappresenta sempre la realtà. Occorre che i lettori imparino ad approfondire, a saper separare le bugie dalla verità. Smettendo di condividere notizie false, comportamento che anche messo in atto in buona fede è una fonte di danno.

La qualità dell’informazione cambia la percezione dell’opinione pubblica e ognuno di noi può fare molto per cercare di migliorare il valore di quello che vien fatto girare in rete. Una condivisione affrettata si propaga per decine migliaia di volte, creando una catena infinità di falsità, che alla fine sono percepite come vere.

Meglio non condividere che farlo distrattamente. Nessuno ci obbliga a far circolare catene di falsità e la responsabilità di ognuno può fare molto di più per gli animali, certo di più che non lanciare insulti, come purtroppo troppo spesso avviene.