Operazione Pettirosso contro il bracconaggio

Operazione Pettirosso contro il bracconaggio in Lombardia e in particolare nelle valli bresciane e bergamasche.

Messa in atto come ogni anno dai Carabinieri Forestali, per contrastare un fenomeno troppo diffuso. A causa delle pene troppo lievi.

Sono stati resi noti i dati dell’operazione Pettirosso contro il bracconaggio. Il successo deve far riflettere su questa piaga che non conosce cura.

Sono infatti oltre cento le persone che sono state denunciate perché sorprese in flagranza di reato, con il sequestro di ben 56 fucili. Ma anche di migliaia d trappole e dei micidiali archetti. Congegni micidiali che imprigionano i piccoli uccelli dopo avergli spezzato le zampe. Per finire poi sugli spiedi dei ristoranti compiacenti.

L’operazione Pettirosso ha portato al sequestro di oltre 2.600 uccelli protetti, ma soltanto il 10% di questi era ancora vivo. Lo scopo dei bracconieri in questa stagione non è quello di catturare illegalmente uccelli vivi, come richiami. Ma far bottino dei piccoli uccelli canori, tutti protetti, da mettere in tavola.

Una tradizione barbara quella della polenta e osei e degli spiedi, ancora molto diffusa e quasi incoraggiata dalla Regione Lombardia che proprio il 1° novembre ha twittato questo messaggio:

La cultura della caccia e del bracconaggio sono una tradizione molto forte in Lombardia, specie nelle valli delle provincie di Bergamo e Brescia. Grazie a una legge che sanziona questi crimini con pene bassissime, grazie al governo regionale leghista che è decisamente filo venatorio. Dando l’impressione che così in Lombardia sulla fauna tutto sia permesso.

Ora i responsabili identificati nel corso dell’operazione Pettirosso rischiano pene che sulla carta possono arrivare sino ai sei anni, specie se gli autori del fatto sono sprovvisti di licenza di caccia. Magari perché gli è già stata ritirata, per aver commesso reati simili. Per i non cacciatori infatti, oltre agli altri reati scatta anche il furto aggravato ai danni dello Stato.

Sino a quando la legge non prevederà pene più severe e la prescrizione sarà dietro l’angolo anche per questi tipi di reati non ci sono molte speranze. Senza dimenticare che continua a esistere la possibilità di estinguerli senza processo, versando una somma di denaro. Una vera vergogna, che non tutela la fauna.

Proprio quella fauna che la legge ascrive come patrimonio indisponibile dello Stato. Tutelata nell’interesse della comunità nazionale e internazionale.