non prendete animali dagli sconosciuti

Non prendete animali dagli sconosciuti se non volete rischiare sorprese, alimentare traffici, contribuire a diffondere pessime pratiche.

E non ultimo a creare un danno agli animali, troppo spesso oggetto di maltrattamenti.

Tutto si vende sulla rete, in modo più o meno palese, con annunci più o meno veritieri spesso basati sull’assunto che ogni mattina si sveglia un leone e centomila gazzelle.

Quindi se ai predatori non mancano le prede devono individuare solo il miglior annuncio per catturarle. La savana degli uomini ora è la rete, dove comodamente seduti i trafficanti e non solo attendono le loro vittime.

Gli acquisti di animali su internet sono sempre più frequenti anche perché non esistono leggi che lo vietino; così ogni giorno centinaia di persone si affollano per scoprire il miglior prezzo. Quello per mettere un animale sotto l’albero del prossimo Natale. E non si parla di soli cani ma di tutto il variegato mondo racchiuso nella magica parola pet, ovvero animale da compagnia.

Uno sterminato campionario di specie e razze animali che vengono commerciate per la supposta gioia dei possessori, sempre meno per quella di chi questa condizione, da animale, la subisce.

Così non ci si rivolge più al negozio sotto casa o al rifugio più vicino, perdendosi in un’offerta smisurata composta dal variegato universo di chi propone animali attraverso le pagine dei siti di annunci o di Facebook. Con una sostanziale differenza: i siti d’annunci puntano più sulle vendite, le pagine Facebook sulle adozioni del cuore, ma il risultato in fondo non cambia.

In ogni caso si cerca di intercettare bisogni, di incrociare richieste, di risolvere problemi o di vendere a prezzi di saldo. Raramente si cerca di far capire alle persone che anche un’adozione deve essere una scelta responsabile. Che un animale è per sempre, costa in termini di risorse economiche e di tempo.

Certo in molte situazioni cambia decisamente lo spirito ma mentre l’offerta dei trafficanti/commercianti è sempre chiara, almeno sotto il profilo economico e infatti si parla di vendita, lo stesso non sempre accade per le adozioni. Ci sono realtà serie e un vasto sottobosco di persone che lo sono decisamente meno.

In entrambi i casi molto spesso le consegne avvengono con le stesse modalità: sotto i cavalcavia delle autostrade, nelle aree di servizio meno frequentate, nei parcheggi delle zone industriali durante il week end.

Così non ci sono i controlli che, per quanto pochi, hanno le strutture fisse. Gli animali passano di mano in mano in mezzo alla strada, con rischio di fughe indesiderate, con un passaggio di soldi che avviene rigorosamente in contanti, per quanto concerne gli animali acquistati in rete.

Può quindi accadere che l’ingenuo acquirente/adottante si ritrovi in braccio un animale ben diverso da quello che aveva scelto, ma né il luogo né chi gliel’ha portato ammettono cambi, indecisioni, mancati ritiri. L’errore è fatto e la conseguenza è inevitabile.

Questo succede per i cani che i trafficanti dell’Est vendono direttamente ai privati su internet, con piccoli viaggi meno rischiosi e con margini più interessanti, per gli animali che molti allevatori amatoriali vendono in nero e per quelli portati da certe staffette (non tutte), fatte da professionisti del trasporto di animali dal sud al nord Italia.

Con condizioni di viaggio degli animali spesso inaccettabili, ma che i pochissimi controlli riescono a evidenziare solo in pochissime occasioni, rispetto al volume del traffico.

Questa realtà non riguarda solo cani e gatti, non è un’esclusiva dei trafficanti slovacchi o ungheresi e di qualche professionista dell’adozione al di fuori delle strutture autorizzate, come invece legge e intelligenza vorrebbero. Questo fenomeno interessa anche specie animali diverse.

Pappagalli, piccoli mammiferi, rettili che sui siti di annunci si trovano offerti in gran quantità e con lauti guadagni per gli allevatori amatoriali. Che spesso hanno come oggetto della loro passione quella per l’evasione fiscale. In questo mare magno pochissimi sono i controlli e così fioccano le dichiarazioni di cessione di animali esotici a titolo gratuito. Un sistema per regolarizzare il possesso ai fini della normativa CITES e per eludere poi i controlli, specie quelli fiscali.

Ci sarebbe bisogno di una normativa europea che impedisse di pubblicare annunci per la cessione e la vendita di animali attraverso la rete e il divieto per i negozi online di vendere animali vivi.  Il primo a non farlo è proprio il Regno Unito, che pur si dichiara molto attento alla tutela degli animali, salvo poi ignorare un fenomeno di massa.

La verità è che il fenomeno del malaffare nel commercio degli animali si sta trasferendo sulla rete, rendendo sempre più complessi e difficili i controlli che se già erano pochi sulle strutture commerciali autorizzate diventano quasi nulli su questo fronte.

La questione è sotto gli occhi di tutti e nonostante la prudenza suggerisca di non prendere animali dagli sconosciuti i più non vogliono sentire questa voce. Allettati dal prezzo che rende l’acquisto un vero affare, sino a quando non prende la piega tragica del bidone con acclusa sofferenza per l’animale.

Oppure sino a che si scopre che il cane di taglia piccola adottato e ricevuto sotto un cavalcavia era in realtà un cane grande, nemmeno in condizioni ottimali. In entrambi i casi è sempre troppo tardi e le conseguenze le pagano quasi sempre solo gli animali.

Bisogna cercare di diffondere la cultura della consapevolezza, nella quale è chiaro a tutti e sin da subito che un animale è un impegno grande e per tutta la vita. La decisione di averne uno deve essere una scelta responsabile, che non getti montagne di soldi in tasca a chi gli animali li sfrutta.

Non prendete animali dagli sconosciuti!

Articolo rivisto il 05/10/2018