ucciso Xanda figlio di Cecil the Lion

Ucciso Xanda figlio di Cecil the Lion, il leone simbolo dello Zimbabwe che fu abbattuto da un cacciatore nel 2015. Ora la stessa sorte è occorsa a uno dei suoi cuccioli, nonostante fosse munito di radiocollare.

Ne ha dato notizia The Telegraph (leggi qui) informando che il leone è stato ucciso durante una battuta di caccia al di fuori dei confini del parco dove i leoni sono protetti. Solo dopo averlo fatto abbattere da un suo cliente il cacciatore professionista Richard Cooke si è accorto che l’animale era munito di radiocollare, successivamente restituito ai ricercatori.

La morte di Cecil, avvenuta nel 2015, ucciso da un ricco dentista americano (leggi qui), aveva provocato l’indignazione della rete e il cacciatore aveva dovuto chiudere per un periodo anche il suo studio dentistico negli Stati Uniti, a causa dell’assedio da parte di militanti delle organizzazioni per i diritti degli animali.

Furono fatte, ora come avviene oggi, petizioni che non hanno portato alcun risultato, se non quello di far arricchire i siti che le gestiscono e che utilizzeranno i vostri dati per scopi commerciali. Questi siti sanno con certezza che determinati eventi porteranno decine se non centinaia di migliaia di navigatori a firmare la petizione, persone con scarsa consapevolezza che questa firma consegnerà i loro dati a chi gli intaserà la casella mail di pubblicità.

Quando un uomo oppure un animale viene identificato con un nome passa dall’essere uno dei tanti per divenire un individuo: questo lo rende profondamente diverso facendolo elevare dall’essere solo uno degli appartenenti a una specie, a un gruppo. Questo succede anche con Xanda che sta diventando sulla rete un simbolo, come lo divenne due anni fa suo padre. Intanto però, nonostante la sollevazione la caccia grossa in Africa e non solo resta una realtà troppo spesso dimenticata.

La storia dei cuccioli di leone allevati come orfani per poter attirare folle di volontari disposti a pagare per aiutarli, senza che abbiano coscienza che questi cuccioli saranno poi gli stessi, cresciuti, che saranno impiegati da giovanissimi nelle famose passeggiate a piedi con i leoni, grazie all’imprinting  ricevuto durante lo svezzamento. Spesso finiranno però la loro carriera come canned lion (leggi qui, letteralmente leoni in bottiglia: saranno messi in grandi recinti per essere abbattuti da ricchi cacciatori.

Certo non tutte le storie dei leoni africani hanno questo epilogo, ci sono bellissime realtà fatte di conservazione, di attività intelligenti attuate per difendere la fauna africana. Come sempre la differenza la fa la formazione e l’informazione, per evitare che i navigatori siano come i ghepardi, grandi scattisti sul breve periodo ma incapaci di mantenere la corsa a lungo, rischiando di non ottenere risultati ma solo di inseguire ogni giorno una preda diversa. E un click non modifica la realtà, la diffusione della consapevolezza invece si: più faticosa certo ma sicuramente molto più utile.