Uccidere rinoceronti costa caro ai bracconieri

Uccidere rinoceronti costa caro ai tre bracconieri che, per aver abbattuto un solo rinoceronte nero nel parco di Liwonde in Malawi, si sono visti condannare a 36 anni effettivi, con una sentenza che non ha precedenti.

Il  13 luglio di quest’anno i tre uomini avevano ucciso un rinoceronte nero nel parco di Liwonde e dopo serrate indagini erano stati identificati dalla speciale unità della polizia posta a tutela della fauna. Il 16 ottobre sono stati portati di fronte al tribunale competente per la regione orientale del Malawi che ha emesso la condanna.

Da meno di un anno infatti il governo del Malawi ha aumentato le pene per chi commette crimini contro la fauna, essendo consapevole che la tutela della biodiversità e delle specie che vivono nei parchi non costituisce soltanto un’azione importante sotto il profilo della conservazione, ma significa anche tutelare l’economia del paese che incassa valuta pregiata grazie al turismo.

Gli Stati africani in generale hanno grandi ricavi da due canali, entrambi legati all’ambiente e alla fauna: uno rappresentato dall’eco turismo, che porta ai paese introiti rilevanti, mentre l’altro è rappresentato dai safari praticati da ricchi cacciatori, disposti a pagare grandi cifre per abbattere gli animali selvatici africani.

Sempre più Stati hanno però deciso di restringere le possibilità di praticare la caccia grossa, così osteggiata dall’opinione pubblica mondiale, e quindi la tutela delle risorse faunistiche diventa sempre più vocata alla conservazione e sempre meno al turismo venatorio.

Secondo Graig Reid, responsabile del Parco di Liwonde, raramente si è riusciti in passato a portare i bracconieri davanti alla giustizia e sentenze come questa, decisamente esemplari, aiutano a costituire un deterrente contro il bracconaggio.

Le nuove unità investigative sui reati commessi a danno della fauna selvatica, rafforzate dalla nuova legge, stanno ottenendo risultati sempre più importanti in Malawi. Dall’inizio del 2017 sono stati identificati e ad arrestati più di 100 bracconieri, ottenendo la loro condanna nel 96% dei casi, una percentuale davvero alta che ci si augura dipenda da indagini ben fatte e non da un’applicazione sommaria della giustizia.

Per chi volesse leggere l’intera storia la trova sul sito di Africans Parks (qui)