Maltrattare animali punito con 5 anni di reclusione

Maltrattare animali punito con 5 anni di reclusione: succede nel Regno Unito che rivede la sua legislazione in materia di tutela degli animali, inasprendo le pene.

Dai 6 mesi di carcere previsti nella precedente legislazione il parlamento inglese ha dato via libera a un innalzamento rilevante delle pene massime previste per chi maltratta gli animali, allineandosi a quanto già in vigore in Irlanda del Nord.

Con questa rivoluzione si è voluto dare un segnale forte per aumentare la tutela dei diritti animali, portando le pene effettive agli standard già presenti in molti dei paesi del mondo come Australia, Canada, Repubblica d’Irlanda e e Irlanda del Nord. Un innalzamento così importante nella pena detentiva per chi maltratta animali non ha precedenti, considerando che questa è stata aumentata di dieci volte.

Secondo David Bowles, membro della maggior associazione inglese di protezione degli animali, la RSPCA (qui), questo aumento di pena, che era stato fortemente auspicato dall’associazione, dovrebbe costituire un deterrente importante contro i maltrattamenti verso gli animali, permettendo ai giudici di avere uno strumento più severo da utilizzare contro i responsabili.

In una situazione come quella italiana, dove la certezza della pena e la lunghezza del procedimento penale mortificano spesso ogni pretesa di giustizia, sarebbe opportuno valutare anche istituti differenti come la libertà vigilata, il sequestro cautelativo di beni, l’interdizione dal detenere o lavorare con animali.

Il divieto di detenere animali dovrebbe essere concepito in modo tale da evitare ogni possibile aggiramento, per impedire che come spesso succede ci possano essere episodi di reiterazione dei reati a danno di animali. In Italia allo stato non è previsto alcun divieto di detenzione di animali per quanti sono stati condannati per il reato di maltrattamento di animali.

La notizia completa può essere letta (qui) sul Guardian.