KJ2 orsa uccisa

KJ2 orsa uccisa in Trentino a ferragosto potrebbe essere stata abbattuta senza seguire le regole previste dal PACOBACE, il piano interregionale per la gestione dell’orso che prevede l’abbattimento solo in casi particolari e previo parere di ISPRA e Ministero Ambiente.

Non si trova traccia in rete di pareri richiesti a ISPRA e di autorizzazioni rilasciate dal dicastero presieduto dal ministro Galletti sull’abbattimento dell’orsa KJ2: se fosse vero questo starebbe a significare che il presidente della Provincia di Trento, Ugo Rossi, ha deciso l’uccisione dell’orsa senza rispettare le regole.

Il presidente avrebbe deciso l’abbattimento dell’orso in violazione dei protocolli operativi vincolanti per le amministrazioni, a fronte dell’assenza di un pericolo immediato che giustificasse l’abbattimento senza seguire il previsto iter.

Peraltro l’orsa KJ2 era stata catturata dopo il 22 luglio e munita di collare. Quindi una cattura possibile, un abbattimento non necessario.

Questo è quanto recita il PACOBACE sull’abbattimento degli orsi definiti problematici (testo integrale qui):

Ai sensi del D.P.R. 357/97 l’eventuale abbattimento di un orso richiede una specifica autorizzazione da parte del Ministero (dell’Ambiente n.d,.r.), concessa sulla base di un parere dell’ISPRA.

Se KJ2 era stata definita un’orsa problematica per la quale vi era l’ipotesi di abbattimento, peraltro l’unica via poi percorsa, l’ordinanza firmata il 22 luglio da Ugo Rossi avrebbe dovuto prevedere, comunque e nelle more dell’esecuzione, una richiesta di autorizzazione al Ministero.

Non vi era infatti uno dei motivi di immediata esecuzione previsti dallo stesso PACOBACE. Che indica parametri specifici per l’individuazione degli animali problematici:

Se così fosse la Procura di Trento, che ha aperto un’inchiesta per uccisione non necessaria di un animale, potrebbe trovarsi di fronte a una serie di reati che vanno ben al di la del maltrattamento o dell’uccisione di animali, peraltro protetti dalla legge. Questo potrebbe in parte spiegare l’assenza, durante i giorni successivi all’abbattimento, di versioni ufficiali del Ministero dell’Ambiente  e il silenzio di ISPRA.