Muore avvelenata Pimpi il cane di Susanna Tamaro

Muore avvelenata Pimpi il cane di Susanna Tamaro. La cagnetta è una delle tante vittime dei bocconi avvelenati.Era soltanto sei mesi che Pimpi viveva con la scrittrice, che l’aveva adottata in un canile. E che ora scrive poche righe struggenti sul suo profilo.

Basta un attimo di distrazione e qualunque cane può diventare vittima di uno dei crimini più odiosi: lo spargimento di bocconi avvelenati.

Certo ora la triste vicenda di Pimpa farà scalpore, ma ogni giorno ci sono cani che restano avvelenati per la crudeltà e la stupidità degli uomini. Che spargono questi bocconi micidiali per tantissime ragioni.

Spargere bocconi avvelenati è un reato

Vogliono uccidere i predatori come le volpi oppure semplicemente il cane del vicino, il cane che disturba o, spesso, soltanto “uccidere” perché sono criminali sociopatici. Con la consapevolezza che resteranno impuniti nella quasi totalità dei casi.

Il veleno è un sistema così diffuso per far strage di selvatici che da tempo i Carabinieri Forestali, e non solo loro, hanno creato dei nuclei cinofili antiveleno. Cani addestrati a fiutare e riconoscere le sostanze tossiche, grazie al loro incredibile olfatto.

Occorre però qualcosa di più incisivo ora, per contrastare realmente gli avvelenatori e per mappare le loro attività: occorre un database nazionale geolocalizzato di tutti gli episodi di spargimento di sostanze tossiche. Una banca dati capace di fornire informazioni utilissime a chi si occupa di reprimere questo tipo di reato.

Un fenomeno che non riguarda soltanto gli animali ma che espone anche i bambini a un grave pericolo. Chi sparge bocconi avvelenati dimostra di non farsi scrupoli, accettando anche la possibilità che dal suo gesto possano scaturire conseguenze molto pesanti.

Esche e bocconi avvelenati sono pericolosi anche per le persone

Le esche e i bocconi, mortali per gli animali, possono essere purtroppo realizzati con sostanze tossiche facilmente reperibili nei supermercati e nei negozi di giardinaggio. Ma possono essere “costruiti” anche con materiali non velenosi, ma degli effetti altrettanto micidiali.

Susanna Tamaro è una scrittrice molto amata, che ha messo anche al centro dei suoi libri gli animali. Contribuendo in modo importante a diffondere la cultura del loro rispetto, della necessità di avere attenzionie verso la loro sofferenza. Questo però non ha aiutato Pimpa a evitare il boccone che l’ha portata a morte.

Ora si può solo sperare, anche in considerazione della notorietà di Susanna Tamaro, che vengano fatte indagini efficaci per individuare e punire il responsabile di un gesto così crudele. Anche se purtroppo, anche per questo crimine, le pene sono esigue e le indagini molto complesse.