Mercedes e lo spot girato con un orso

Mercedes e lo spot girato con un orso, a Milano, nel rispetto della legge ma calpestando l’etica. Senza considerare le alternative.

La notizia ha cominciato a circolare in modo frammentato, sotto traccia, vuoi mai di contrariare il colosso automobilistico di Stoccarda. Ma qualcuno l’ha fatto sapere a ENPA Milano.

Questo fatto è stato rilanciato con un comunicato stampa, ripreso da poche testate. Forse perché Mercedes è un investitore pubblicitario di rilievo, meglio non inimicarselo.

Meglio stendere un velo, meglio non parlare dell’assurdità di portare un orso dall’Ungheria a Milano, per poter realizzare uno spot che avrebbe potuto essere fatto in animatronic.  In digitale quindi, senza richiedere l’effettiva presenza dell’animale addestrato. Nel rispetto dei diritti degli animali, ma anche della sensibilità dei consumatori.

Certo lo spot Mercedes sarà realizzato nel pieno rispetto della legalità e delle norme, richiedendo tutti i permessi del caso. Facendo attraversare l’Europa allo sventurato orso ammaestrato in un camion autorizzato, per raggiungere una location autorizzata, con il permesso della Prefettura.

Sembra facile, ma per girare uno spot come questo ci vogliono i permessi. L’orso è un animale pericoloso per la legge italiana e non potrebbe essere detenuto da privati e importato in Italia senza autorizzazione. Questo avrà sicuramente coinvolto gli uffici di Prefettura, Comune e i servizi veterinari pubblici.

In effetti, sotto il profilo formale, effettuate le debite verifiche e il rispetto delle normative da parte dell’agenzia che per Mercedes ha organizzato la produzione tutto funziona. Resta però aperta la breccia dell’etica, quella che dovrebbe far ritenere inaccettabile il fatto. In un momento storico in cui l’opinione pubblica non vuole più vedere animali ammaestrati.

Quella breccia che avrebbe dovuto essere riempita di contenuti dal Comune di Milano, dai due Garanti per la tutela degli animali nominati dal sindaco Beppe Sala. Una sorta di authority milanese per i diritti degli animali. Anche perché i Comuni, tutti i Comuni, hanno il dovere giuridico di occuparsi della protezione degli animali.

Le leggi saranno state rispettate ma il Sindaco Sala, l’assessore Guaineri e i Garanti per la tutela degli animali (Paola Fossati e Gustavo Gandini) qualcosa avrebbero potuto e dovuto dire. Sotto il profilo del rispetto dei diritti degli animali, sulla mancanza di legittimazione etica nel far arrivare a Milano un orso ammaestrato dall’Ungheria. Invece il silenzio è stato assordante. Come la mancata diffusione sulla stampa della notizia.

Ogni animale selvatico addestrato, e l’orso non è mai stato addomesticato, è condizionato ad avere comportamenti innaturali. Non è amore per l’uomo quello che lo porta a essere gestibile dal suo addestratore. E’ semplicemente un condizionamento, che può essere ottenuto in modo violento, fisicamente coercitivo, oppure in modo più subdolo.

Sfruttando l’imprinting, creando una dipendenza dell’animale nei confronti dell’uomo basata su un condizionamento psicologico. Niente di cui vantarsi: il maltrattamento non è solo quello traumatico, ma può essere anche quello di piegare la volontà di un animale, senza usare percosse, elettricità o altri mezzi del genere.

Un animale che viene privato della sua essenza, del suo intimo essere, non è più lo stesso animale. E un selvatico non è un cane, un cavallo o una pecora. Gli animali selvatici, come leoni, falchi, orsi o delfini possono fare quello che l’uomo gli ordina ma solo perché condizionati a farlo. In fondo hanno solo l’aspetto esteriore dei loro simili che vivono liberi.

Queste considerazioni sono oramai arcinote a tutte, e non possono sfuggire a due veterinari, quali sono entrambi i garanti. Che non posso credere abbiano dato il loro assenso a questa operazione. Senza però essere ascoltati dal Comune che li ha nominati, proprio per garantire i diritti degli animali.

Evidentemente per il Comune di Milano bisogna tutelare solo gli animali da compagnia, quelli che hanno padroni che votano, e soprattutto non disturbare il manovratore, specie se guida Mercedes.