Lupi devono combattere contro il cattivo giornalismo

I lupi devono combattere contro il cattivo giornalismo e la cattiva stampa in generale, dove il sensazionalismo troppo spesso vince sulla realtà, dipingendo i predatori come un pericolo per l’uomo e non solo.

Così succede che una collaboratrice della Nazione scriva un articolo decisamente allarmistico, fuori luogo, pessimo sotto il profilo informativo. Tanto da farmi prendere carta e penna e fare un esposto all’ordine dei giornalisti della Toscana.

L’articolo, pubblicato il 30 ottobre sul giornale toscano era davvero incredibile (leggi qui il testo integrale), arrivando a parlare di “zanne mortali”:

Volterra, 30 ottobre 2017 – Si avvicinano alle case e la loro marcia si fa sempre più minacciosa. Si spingono talmente oltre che stavolta sono arrivati addirittura nel piccolo borgo di Villamagna, dove da decenni nessuno aveva più avvistato un predatore dei boschi. Si allontanano dal loro habitat naturale per procacciarsi il cibo e si affacciano agli usci delle case, seminando il terrore. Quelle «zanne mortali» sul collo e sul ventre di un povero capriolo parlano chiaramente: la bestiola è stata presa alla gola e fatta a brandelli da un lupo, o da un piccolo branco di esemplari arrivati fin qui da chissà dove.

L’esposto, presentato anche da altre persone sensibili alle tematiche ambientali, viene esaminato dall’ordine dei giornalisti che dichiara di non poter procedere in quanto l’articolista non risulta essere iscritta all’albo dei giornalisti. Però ugualmente, nell’archiviare il procedimento nei confronti del direttore responsabile Franco Carraresi, ammette di farlo “pur rilevando  alcune colorite ed esagerate descrizioni dei fatti”

Tanto mi basta per ritenermi soddisfatto, sperando che per il futuro il direttore de La Nazione si comporti in modo più accorto, seguendo il giusto spirito professionale che deve far separare la narrazione di un fatto, senza trasformarlo in grida di manzoniana memoria. Una piccola vittoria per il lupo, una piccola vittoria per la verità.

Quando si parla di animali, specie di predatori, e si contribuisce ad alimentare paure mai sopite, ma del tutto ingiustificate, non si rende un buon servizio alla collettività. I dati scientifici parlano di assenza di aggressioni dei lupi agli umani negli ultimi due secoli, non bisogna fare esagerazioni per assecondare le associazioni di categoria di agricoltori e cacciatori, creando nelle persone la percezione di un pericolo che non esiste, come non esistono lupi vegani. Per questo il fatto che attacchino un capriolo non dovrebbe diventare occasione per dipingere il lupo come una belva sanguinaria.