Lupi del Gran Sasso cacciano i cinghiali

I lupi del Gran Sasso cacciano i cinghiali e restano numericamente stabili, con la presenza di 20 branchi. Nel territorio del Parco del Gran Sasso e dei Monti della Laga, secondo un censimento realizzato nell’ambito del progetto LIFE Mircolupo, il numero dei predatori resta stabile.

La stima, realizzata con la tecnica del wolf howling, un metodo che permette di individuare i branchi riproducendo gli ululati dei lupi con altoparlanti e ascoltando le “risposte”, fornisce un quadro rassicurante.

La presenza del lupo al’interno del parco, la cui stima e stata condotta anche attraverso osservazioni, monitoraggi e i dati relativi agli esemplari con radiocollare, risulta essere stabile.  Questo potrebbe significare il raggiungimento della massima portanza ambientale per il territorio del parco (leggi qui).

A dimostrazione che la presenza del lupo è legata a territorio e risorse e non vi è un pericolo di un aumento esponenziale, come paventato da alcuni. I lupi che si insediano in un area restano più o meno stabili come consistenza, svolgendo un eccellente lavoro di controllo degli ungulati.

I lupi sono i veri e naturali selecontrollori

Nel territorio del Parco del Gran Sasso e dei Monti della Laga i ricercatori hanno potuto riscontrare che le attenzioni pedatorie dei lupi si sono rivolte soprattutto ai cinghiali. Questo dovrebbe far molto piacere agli agricoltori e sicuramente molto meno ai cacciatori. Che individuano nei lupi gli antagonisti, sia perché predano gli ungulati sia perché dimostrano una reale e benefica ricaduta sull’ambiente.

La presenza dei lupi può contribuire a ricostruire un equilibrio ambientale che renda inutile l’attività di selecontrollo, togliendo ai cacciatori la motivazione principale che giustifica la loro presenza: il controllo delle popolazioni di specie ritenute invasive. Che fatto dai lupi risulta maggiormente efficace.

I lupi del Gran Sasso cacciano i cinghiali che insieme a cervi e caprioli rappresentano le specie selvatiche maggiormente interessate dalle attività di caccia dei grandi carnivori. La scelta delle prede operata dai lupi è basata soltanto sulla scelta del soggetto più debole, senza altri scopi che quello di potersi alimentare.

Una scelta ben diversa da quella dei cacciatori che, troppo spesso, fanno scelte con alla base motivazioni opposte, come quello di abbattere la femmina dominante, dando luogo a una vera e propria esplosione demografica.

Bracconaggio e vagantismo sono i veri pericoli per i lupi

Sulle attività di wolf hawling resterà memorabile il tentativo fatto recentemente da alcuni cacciatori di bracconare i lupi proprio sulla base della vicinanza degli ululati. Ma in quell’occasione non si trattava di animali in carne ed ossa ma di Carabinieri Forestali, che li hanno successivamente identificati e denunciati per vari reati.

Ora la frontiera per la tutela del lupo è quella di difendere la specie dal’ibridazione con i cani domestici, che avviene ancora a causa del vagantismo: cani di proprietà non sterilizzati e lasciati liberi di vagare sul territorio. Sovrapponendo il loro areale con quello dei lupi, i cani vaganti possono creare le condizioni per indesiderati accoppiamenti che causano poi la presenza di esemplari ibridi (leggi qui).