Sono leoni insanguinati quelli allevati per finire come trofei e infatti si chiamano Blood Lions e su di loro è stato fatto un film. Animali che vengono sfruttati in ogni attimo della loro esistenza, sofferta.

In Europa se ne parla poco ma è importante che questa pratica sia invece conosciuta perché non sono solo i cacciatori di trofei a alimentarla, ma anche turisti più o meno consapevoli che vogliono passare qualche giorno o qualche settimana a tu per tu con leoni addomesticati.

I leoni vengono allevati in molte riserve degli stati dell’Africa del Sud, in particolare Sud Africa e Botswana con un solo scopo, quello di produrre reddito in ogni stadio della loro vita: da cuccioli, da giovani e poi da adulti. Venduti, il termine è proprio quello giusto, a un pubblico molto diversificato che va dai turisti in cerca di naura ai cacciatori in cerca di trofei da mettere sul caminetto.

Così i cuccioli vengono usati per fare giocare i turisti, oppure peggio presentati come ospiti di finti santuari dove i visitatori pagano profumatamente per provare l’emozione di accudire dei leoncini. Quando poi crescono oramai sono stati imprintati, non hanno paura dell’uomo e non sanno nemmeno come difendersene. Così vengono usati per accompagnare i turisti nelle passeggiate nella savana africana, camminando a piedi con le guide e i leoni come compagnia.

Ma poi i cuccioli diventano adulti, possono essere pericolosi per i turisti e quindi devono cambiare segmento di mercato. Come se fossero beni di consumo. Ma in effetti sono beni di consumo, sono prodotti per un mercato che non sa, oppure fa finta di non sapere, cosa si nasconde dietro queste attività.

Così da animali da coccolare, da felini con cui camminare al fianco con orgoglio, grazie anche a un portafoglio ben fornito perché queste passeggiate costano molto, diventano canned lions, leoni in bottiglia. La loro vita finisce in squallidi recinti, più o meno grandi, dove i leoni vengono messi a disposizione di ricchi cacciatori che pagano molti dollari per abbattere un leone. Concludendo la loro vita di sofferenze in un modo impensabile e spesso sconosciuto.

Per questo moltissime organizzazioni internazionali stanno facendo il possibile per far sapere al grande pubblico che cosa si nasconde dietro molti finti santuari, che tipo di mercato si va a alimentare quando si prenota un viaggio che preveda passeggiate a piedi con i leoni nella savana. Perché mentre i cacciatori sanno perfettiamente cosa comprano i turisti possono anche essere inconsapevoli.

I turisti devo essere più responsabili, informarsi, chiedere e diffidare sempre di pacchetti viaggio che abbiano all’interno visite e tour con la presenza di animali. Dietro questi viaggi, fintamente ecologisti, e non solo in Africa, si celano grandi sofferenze, violenze e maltrattamenti. Che colpiscono i leoni ma anche le tigri e gli elefanti.

L’americana Humane Society (leggi qui) è una delle tante associazioni internazionali che ha lanciato campagne per boicottare i tour operator che vendono questi pacchetti viaggio, ma anche per cercare di avere la loro collaborazione per educare il pubblico. Su questo fenomeno è stato prodotto anche un film che ha fatto il giro del mondo (leggi qui) per cercare di sensibilizzare l’opinione pubblica: Blood Lions.

Se ne è occupato recentemente anche il Corriere della Sera (leggi qui) ma non basta, bisogna fare il possibile per far girare queste informazioni, per contribuire a rendere i turisti più consapevoli, per farli diventare viaggiatori e non divoratori di natura. Più contribuirete girare le buone informazioni e più sarà facile cercare di combattere questo e altri raggiri, messi in atto a danno degli animali.