Le fabbriche dei polli sotto la lente del Parlamento Europeo

Le fabbriche dei polli sotto la lente del Parlamento Europeo. Per modificare le condizioni di allevamento e di benessere.

Un pollo “fabbricato” in uno dei tanti impianti industriali ha una vita di circa 6 settimane. Vissuta davvero male, in condizioni di sovraffollamento, senza benessere.

Il Parlamento Europeo ha chiesto, con voto unanime, che la Commissione si occupi di migliorare le condizioni di vita negli allevamenti intensivi. Vere e proprie industrie della carne per produrre animali che non vedranno mai il sole.

Le pessime condizioni di allevamento, legali ma sicuramente non in grado di garantire il seppur minimo benessere agli animali, richiedono un massiccio impiego di antibiotici. Per non far ammalare i polli e mantenerli in condizioni di salute accettabile, durante la loro brevissima esistenza.

La direttiva vigente in materia di protezione dei polli allevati per la produzione di carne in Europa, che sono circa sette miliardi di animali ogni anno, prevede che in un metro quadro possano stare 33 chili di polli. Questo fa capire quanto possa essere drammatica la loro condizione di vita. Ma che può peggiorare in caso di deroghe arrivando a concedere fino 39 kg/mq.

Ora il Parlamento ha richiesto alla Commissione Europea di adottare misure urgenti per migliorare le condizioni di allevamento dei polli da carne. Rendendosi conto che un maggior benessere degli animali si traduce in un vantaggio per i consumatori, che si mangeranno meno farmaci insieme alla carne.

Per produrre carne a basso costo (leggi qui), con quelle densità per metro quadro, si è accettato, in modo molto miope, di consentire l’impiego di farmaci che potessero contrastare le inevitabili infezioni microbiche che colpivano gli animali. Senza pensare che questo avrebbe reso impossibile la vita degli animali. Mettendo in pericolo quella dei consumatori.

Dall’alimentazione, dai derivati animali, inizia la genesi dell’antibioticoresistenza che si sta sempre più innalzando in Europa: la continua, seppur indiretta, esposizione agli antibiotici sta rendendo gli organismi patogeni sempre meno aggredibili. Proprio a quegli antibiotici che dovrebbero essere in grado di stroncarli.

Certo il Parlamento Europeo si è espresso in modo netto sulla necessità di aumentare in modo drastico il benessere animale negli allevamenti di polli e questo è un dato importante. Messo in atto, però, non per tutelare gli animali ma per proteggere i consumatori. Questo potrebbe però essere il cavallo di Troia per impedire condizioni di allevamento disumane e crudeli.

Mettendo anche l’obbligo di tracciabilità per le carni avicole, in modo da impedire che le migliori condizioni di allevamento imposte a livello europeo possano agevolare le importazioni. Di polli a basso costo, prodotti in paesi con minori tutele per animali e consumatori. Certo non una vittoria per i polli, ma un importante passo avanti, per ridurre la loro sofferenza.

Ora il consumatore consapevole dovrebbe pensare e capire che l’eccesso di richiesta di carni a basso costo, e di carne in generale, costituisce un problema. Occorre diminuire il consumo, limitarlo o eliminarlo del tutto. Per assenza di sostenibilità delle fabbriche di carne.

Occorre comunque guardare con favore questo passo avanti, fortemente sostenuto dall’Eurogruppo per il benessere animale, organizzazione che rappresenta 64 organizzazioni di tutela dei diritti degli animali, sparse in 24 Stati Europei ma anche negli USA, Svizzera, Australia, Serbia e Norvegia.