I cani sono spesso vittime di fenomeni criminali come l'avvelenamento.

I cani sono spesso vittime di fenomeni criminali come l’avvelenamento.

Pochi gesti criminali verso gli animali sono inquietanti e pericolosi come lo spargimento di sostanze tossiche per avvelenarli. Un gesto vigliacco, indiscriminato che può colpire ogni essere vivente, dal bimbo al cane, dal rapace alla volpe senza che vi siano difese, se non tardive, e spesso non siano attivate nemmeno quelle che lo stesso Stato prevede a tutela dell’incolumità di persone e animali.

In questo fine settimana le agenzie di stampa hanno battuto una notizia inquietante, ma anche al limite dell’assurdo, che parla di decine di cani morti avvelenati al Parco Sempione di Milano. Un gesto grave, qualora fosse corrispondente al vero, perchè vorrebbe dire che una grande quantità di esche avvelenate sono state sparse all’interno di uno dei più grandi e frequentati parchi di Milano. Così batteva l’agenzia ADN Kronos: Sarebbero decine i casi di cani morti avvelenati al Parco Sempione di Milano negli ultimi giorni. E’ quanto comunica Silvia Sardone, membro della segreteria regionale di Forza Italia che attacca l’amministrazione comunale per mancati controlli e per aver richiesto, ai proprietari degli animali deceduti, procedure di accertamento definite “insensibili”. 

Queste morti però non trovano riscontro nelle segnalazioni e nelle denunce presentate dai proprietari nonostante possano rappresentare un fenomeno davvero preoccupante, per i rischi che una massiccia disseminazione di esche avvelenate potrebbe provocare. Ci possiamo augurare quindi che si tratti di una “boutade” da campagna elettorale, che abbia voluto sfruttare le attenzioni delle persone verso i cani, ma che non corrisponda in realtà a un massiccio spargimento di esche avvelenate.

Ma la strumentalizzazione politica, se così fosse, non toglierebbe nulla sia alla gravità del fenomeno criminale, sia alla assoluta lievità delle pene comminate a chi ponga in essere comportamenti pericolosi come questi. Peraltro lo spargimento di esche avvelenate dovrebbe innescare immediatamente precise attività di tutela, quasi sempre costantemente disattese, in caso di spargimento di sostanze venefiche.

Ogni volta che si riscontra che un animale sia stato oggetto di avvelenamento è necessario che il veterinario libero professionista informi immediatamente l’ASL ed il Sindaco perchè provvedano i primi a disporre gli esami necessari sulle esche rinvenute o sulle spoglie dell’animale avvelenato, mentre al Sindaco compete l’obbligo di delimitare l’area sospetta e di procedere alla sua bonifica. Contemporaneamente presso la Prefettura deve essere istituito un tavolo di coordinamento per valutare le azioni da intraprendere, fatto che normalmente non accade mai, come non accade che il Comune, salvo rari casi, provveda a recintare l’area sospetta eseguendo le bonifiche.

Per quello che in Italia è una banale contravvenzione, lo spargimento di sostanze venefiche, che può sfociare in un delitto se dall’azione criminale scaturiscono danni a persone o animali,  negli Stati Uniti, ad esempio, è previsto l’arresto:

In Italia deve essere rivista la legislazione che riguarda una serie di reati e deve essere resa molto più efficace, sia in termini di deterrenza che di certezza della pena, la punizione di chi compie crimini nei confronti degli animali: nei paesi anglosassoni e negli Stati Uniti in particolare i crimini contro gli animali sono visti come prodromici di altri reati, che saranno commessi dal responsabile nei confronti di altre persone. La crudeltà verso gli animali viene vista come una sorta di allenamento alla capacità di restare indifferenti di fronte alla sofferenza e per questo, le persone condannate per reati contro gli animali, sono inserite in una banca dati che viene utilizzata per la ricerca di serial killer, stupratori ed autori di crimini violenti.

Aggiornamento del 27/07/2014

E’ stato accertato, come pubblicato dal Corriere della Sera in questo articolo, che i cani erano morti in quanto lasciati dal proprietario in auto sotto il sole, mentre era al ristorante. Grazie alla giornalista Paola D’Amico, vero segugio a due zampe, è stata ricostruita l’intera storia che ha portato alla denuncia del proprietario degli animali per maltrattamento ed uccisione di animali. Mi spiace per i cani, però oltre alla punizione del responsabile è stato dimostrato, ancora una volta, quanto le bufale viaggino veloci, specie se la politica soffia sul fuoco.