La vendita dei cuccioli online

La vendita dei cuccioli online è un preoccupante fenomeno che sta attraversando tutti i paesi dell’Unione.

Sempre più spesso siti specializzati vendono e consegnano in tutta Europa cuccioli di tutte le razze a prezzi stracciati, quasi sempre provenienti da Est.

Il traffico dei cuccioli è un fenomeno in costante crescita che nell’ultimo periodo ha avuto un calo di visibilità sulle cronache, ma fatturati in salita.

Come accade per altri tipi di traffico chi lo organizza ha ben compreso quanto sia necessaria la riservatezza, il tenere basse le attenzioni, specie degli organi di controllo e tacitare subito le proteste degli acquirenti insoddisfatti. In modo da minimizzare i rischi di denunce e, di conseguenza, di indagini.

Diminuiscono i sequestri, cambiano le modalità operative dei trafficanti che organizzano trasporti più piccoli, con meno cuccioli. Si da meno nell’occhio e in caso di sequestro le perdite sono minori. I furgoni sono spesso stati sostituiti da vetture che attirano meno l’attenzione, sono soggetti a minori verifiche.

Molti cuccioli vengono introdotti in Italia, ma anche in altri paesi d’Europa, senza microchip né passaporto. In questo modo sarà più facile dar loro una nuova identità e soprattutto una diversa origine. Identificati con microchip italiani i cuccioli saranno venduti come come se fossero nati in Italia.

Una scelta ben conosciuta a chi abbia indagato su questo traffico, che ai suoi albori vedeva centinaia di nascite dichiarate, In Italia, da finti allevatori in finti allevamenti. Con la complicità di chi aveva il dovere di controllare. Poi le indagini, i sequestri, le perquisizioni hanno consentito di smascherare centrali importanti del commercio dei cuccioli.

Che ha preso altre direzioni, con l’importazione di cani dai soliti paesi come Ungheria, la nazione che ancor oggi è la maggior produttrice di cuccioli sfornati dalle puppy mills, e Slovacchia. Allevamenti intensivi, spesso aperti in strutture fatiscenti, che producono cuccioli non di pura razza, ma verosimili, somiglianti, spacciabili come tali (leggi qui).

Così con documenti spesso formalmente corretti migliaia di questi cuccioli, troppo giovani, spesso non vaccinati, hanno invaso l’Europa. Con uno strascico di morti che hanno attivato denunce, sequestri e processi che non sono mai riusciti a fermare il traffico. Purtroppo con la complice disinvoltura degli acquirenti.

Ora la nuova frontiera è il commercio online, con consegne a domicilio oppure in qualche area di sosta. Affiancato da quello di finti cani allevati in Italia, ma solo perché travestiti da cuccioli italiani grazie ai documenti falsi. Senza considerare le normative europee, macchinose da applicare, confuse e senza potere di deterrenza.

Si guadagna di più con il traffico di quanto non si rischi (leggi qui). Per questo Eurogroup For Animals ha organizzato per il 21 novembre a Bruxelles una conferenza europea per contrastare le vendite online dei cuccioli. Che sono un fenomeno in crescita, anche se poco vibile, proprio come avviene per molti traffici criminali.

Un’occasione di confronto a cui speriamo voglia partecipare anche una delegazione governativa italiana, per far capire l’interesse del nostro paese nel contrastare questo fenomeno. In attesa che si arrivi a un cambio della normativa europea sul commercio degli animali da compagnia. Sperando che lasci il posto a direttive più incisive e più rispettose dei diritti animali.