La storia di Luce mezzo lupo e mezzo cane

La storia di Luce mezzo lupo e mezzo cane, uccisa probabilmente da un cinghiale che stava cacciando. Ma era già scampata a un proiettile.

infatti un ignoto bracconiere, nonostante questo ibrido portasse un radiocollare, ha deciso di sparargli ugualmente.

Ma il colpo è andato a fermarsi proprio sul collare, senza causare danni a Luce e, incredibilmente nemmeno al dispositivo GPS.

La notizia è stata pubblicata sulla pagina Facebook del WAC, il Wolf Apennine Center di Ligonchio. Il gruppo che con serietà e professionalità da anni segue il progetto LIFE MIRCO Lupo. Questo ibrido era stato ritrovato ferito nel 2016 per un incidente. E’ stato curato, sterilizzato, munito di radiocollare e reimmesso da dove proveniva.

Grazie al centro di Recupero Fauna Selvatica di Monte Adone, che collabora da sempre con il progetto Mircolupo.

In questo modo Luce ha fornito ai ricercatori informazioni precise sulla sua vita e sui suoi spostamenti, riprendendo a fare la sua vita sino a quando, come può capitare quando la preda è un cinghiale, una battuta di caccia le è stata fatale. Una storia simile a quella del lupo Paolino (leggi qui)

Ma il collare di questo ibrido ha ricevuto in passato una fucilata e chi ha sparato non poteva non sapere che l’animale aveva un radiocollare. Chi ha sparato ha cercato di colpire il lupo in testa e non poteva non aver visto il radiocollare. Semplicemente voleva ucciderlo.

Giustamente il post del WAC conclude chiedendo al mondo venatorio di riflettere su comportamenti inaccettabili, con l’equilibrio di chi sa di dover mantenere un ruolo di mediazione fra le varie componenti, cacciatori compresi.

Per cercare di abbassare il conflitto, per mantenere il dialogo aperto, nell’interesse del lupo. I conflitti danneggiano la convivenza, mentre le attività del WAC servono a mettere in moto azioni positive, come il progetto dei recinti e dei cani da guardiania.

Ma dopo tutte queste morti di uomini e animali io credo che davvero sia tempo di cambiare le regole della caccia, sull’uso delle armi e sulla loro limitazione in determinati luoghi e periodi. Riconoscendo come crimini gravi i comportamenti dei bracconieri.