Trasporto di cavalli vivi per il macello

Un camion trasporta cavalli destinati al macello.

L’organizzazione Essere Animali, con il contributo di IHP Italia (Italian Horse Protection Association), ha realizzato un’inchiesta, cruda ma necessaria, che fa toccare con mano la sofferenza di migliaia di animali, in questo caso cavalli, che viaggiano in camion fra l’Italia e la Puglia: un viaggio della morte lungo migliaia di chilometri e con durate fino ai due giorni.

I numeri dei cavalli importati da paesi europei ed uccisi ogni anno nei circuiti legali del nostro paese, senza contare quindi la macellazione clandestina, supera le 30.000 unità, un dato enorme, ma fortunatamente in regresso rispetto a dice anni fa quando i cavalli erano quasi 100.000 . I paesi fornitori di carne equina verso l’Italia sono principalmente la Polonia, la Francia e la Spagna e questi viaggi della morte rappresentano una fonte di maltrattamento per gli equini, come lo è l’intera filiera (carico, trasferimento, scarico, macellazione). L’inchiesta filmata è carica di violenza, ma non dovrebbe essere consentito omettere la visione a chi consuma, anche solo una volta l’anno, carne di cavallo: si renda almeno conto della provenienza e delle modalità con le quali la bistecca arriva nel suo piatto. Raccomandazione valida anche per il ministro Maria Elena Boschi, che ad una recente festa dell’Unità si era lamentata della difficoltà di trovare a Roma l’ottima carne di cavallo, dimostrando una grave insensibilità verso una parte del paese.

Non fate guardare questo video a bambini e ai minori solo con la supervisione di un adulto. Il video contiene immagini forti che potrebbero urtare la vostra sensibilità.

Potrete leggere sul sito Viaggisenzaritorno di Essere Animali tutti i dati relativi all’inchiesta, al commercio di carne equina e molto altro, per avere un’idea di cosa si nasconde dietro un mondo che troppi non conoscono.

Ma le vittime di questo traffico di esseri non sono soltanto i cavalli, animali ai quali l’uomo si sente particolarmente vicino empaticamente, come lo è con i cani: il dramma del trasporto di animali vivi riguarda tutte le specie di animali da reddito: maiali, vacche, pecore. Solo pochi mesi addietro era stata lanciata con grande successo la petizione “8hours”, che doveva vincolare il Parlamento Europeo a vietare viaggi più lunghi di 8 ore, ma si è ancora lontani anche da questo obbiettivo di minima; così continuano i viaggi della morte e della sofferenza, senza che vi sia alcuna ragione diversa, come sempre, da quella economica.

Un giovane maiale guarda da un buco della fiancata del camion che lo porterà al macello

Un giovane maiale guarda da un buco della fiancata del camion che lo porterà al macello

Senza arrivare a discutere se sia lecito o meno mangiare carne, su questo anche il mondo di chi si occupa di diritti animali non ha sempre una visione unitaria, credo sia necessario però arrivare velocemente ad un punto fermo: l’obbligo che ogni attività di allevamento comporti la minor sofferenza possibile, da subito. Questo significa avere strutture di macellazione di prossimità e vietare il trasporto degli animali vivi. Un traguardo non impossibile da raggiungere, se solo ci fosse un minimo di buon senso e di pietà.

Non possiamo più far finta di nulla e dobbiamo muoverci nella direzione giusta per ridurre al minimo ogni sofferenza agli animali. Raggiunto questo obbiettivo bisognerà proseguire sulla strada che deve portare, per forza, a ridisegnare un diverso rapporto fra noi e gli animali.