La campagna elettorale sugli animali del Ministero della Salute

Si tratta di una campagna di informazione oppure è la campagna elettorale sugli animali del Ministero della Salute, condotto dalla ministra Beatrice Lorenzin? La domanda sorge spontanea vista l’uscita a ridosso della competizione elettorale.

I politici si ricordano degli animali sotto le elezioni e questa campagna qualche indizio che alimenta i sospetti lo genera, considerando per esempio che l’opuscolo è stato finito di stampare nel febbraio 2017, come si può chiaramente leggere nella quarta di copertina, per restare nei cassetti.

Le varie parti che compongono la campagna possono essere scaricate sul sito del Ministero della Salute (qui) dove risutano essere state pubblicate il 7 dicembre 2017. Insomma si può parlare di una campagna (elettorale) a orologeria, fatta proprio pensando di dare un contentino agli animalisti, in vista delle elezioni? Con la ministra che da vita a un partito tutto suo, con il nome di Beatrice Lorenzin nel simbolo?

Naturalmente ben venga ogni attività che porti il pubblico a una maggior sensibilizzazione nei confronti delle responsabilità che comporta la scelta di dividere la propria vita con un animale domestico. Però che il ministero faccia leva proprio sull’identificazione con il microchip è paradossale, stante che a oggi, nonostante siano passati 25 anni dalla legge 281/91, ancora manca un’anagrafe canina nazionale.

La mancanza di un’anagrafe nazionale, che potrebbe essere impiegata non solo per la registrazione di cani, gatti e furetti, crea grandi ritardi nella restituzione degli animali rinvenuti al proprietario, rallenta i controlli e complica l corretta applicazione delle norme in materia. Oltre ad aver costituito un enorme spreco di fondi pubblici per la creazione delle anagrafi regionali.

In questo periodo tanti partiti cercano di parlare di tutela animale, dal Movimento Animalista dell’ex ministra Maria Vittoria Brambilla, del quale avevo già scritto (leggi qui), ai partiti della sinistra e ai 5Stelle. Pur senza mettere animali e ambiente davvero al centro del proprio programma in modo concreto. A destra, ovviamente, come punto di riferimento per l’argomento animali c’è soltanto il movimento capitanato dalla Brambilla, che nei sondaggi però non sembra affatto decollare.

A sinistra il maggior partito, il PD, si è ricordato solo all’ultimo degli animali nominando in tutta fretta Patrizia Prestipino, che nessuno ricorda per le sue battaglie sull’argomento ma solo per una sfortunata intervista radiofonica a Radio Campus (leggi qui) . Ancora nulla, per quanto sia dato a sapere, risulta essere stato messo in cantiere dal neonato Dipartimento sulla difesa degli animali.

Con l’aggravante, per il PD,  di aver avuto nel recente governo un ministro come Galetti all’Ambiente, del quale non serve ricordare i danni essendo ben noti.

Insomma di animali tutti ne parlano, tutti fanno promesse mirabolanti, come sempre accade durante le campagne elettorali ma il sentore è che non si veda nulla di buono all’orizzonte per gli animali, almeno in quello che sarà il confuso momento post elettorale, dove potrebbe essere già un’impresa pensare di mettere in piedi un governo.

Così il rischio è che dalle promesse del veterinario gratis per tutti gli anziani fatta da Berlusconi, passando per le campagne informative della ministra Lorenzin per arrivare al vuoto delle proposte del PD e di Liberi e Uguali, si resti fermi al palo per i diritti animali, sventolati spesso come una bandiera anche quando in realtà sono una coperta logora e corta.

Nel frattempo, altre categorie, come ad esempio i cacciatori gli accordi li stanno già facendo e si può star certi che dopo il voto passeranno all’incasso.