In Germania i Verdi volano alle elezioni

In Germania i Verdi volano alle elezioni, nonostante siano all’opposto dei movimenti xenofobi e anti europeisti.

Grazie a un programma politico credibile, non ideologico, e a una giovane leader carismatica e anche un po’ ribelle.

Katharina Schulze non si presenta come una politica classica, alza il dito medio contro i neonazisti e non usa mezzi toni. Riuscendo a convincere.

I verdi tedeschi incassano il 17,8% dei consensi, un risultato quasi incredibile dopo anni di risultati elettorali deludenti. Raccogliendo i voti dei tanti elettori spaventati dall’avanzata delle destre xenofobe e dai rigurgiti di nazionalismo. Consensi che parlano di una Germania aperta e integrata, senza consentire invasioni ma gestendo i fenomeni migratori. Un paese fatto di regole comuni, per tutti.

Con la tutela dell’ambiente come primo punto del programma, accompagnata dalla tutela delle minoranze e dalla necessità di avere pari diritti fra uomini e donne. Con una richiesta di rispetto delle regole, per tutti. Un partito verde non di antagonisti, ma con programmi chiari e rassicuranti.

“Si può migliorare il mondo solo smettendo di lamentarsi e cominciando a fare, a muoversi, a lottare per un mondo che ci piaccia e in cui ci riconosciamo.”

Katharine Schulze (tratto da un’intervista all’Espresso (leggi qui)

Se questo è possibile in Baviera, una regione che rappresenta il vero motore dell’economia tedesca, significa che il vento dei sovranismi e delle destre estreme convince meno strati della popolazione di quanto si creda. Se qualcuno è in grado di fare una proposta ecologista credibile.

Questo credo sia il vero punto cruciale: la credibilità. Quella che è mancata ai verdi italiani, che anche nel momento di maggiore consenso hanno raccolto alle politiche sempre solo pochi punti percentuali. Tanto da non essere rappresentati in parlamento da molti anni. Con una politica da molti giudicata troppo a sinistra, da altri con troppe cuspidi estreme. Sicuramente non convincente, con troppe divisioni.

Leggendo la storia del movimento dal suo inizio, nel lontano 1985, su Wikipedia (leggi qui) si percepisce con chiarezza che qualcosa non abbia funzionato. Nonostante l’attenzione degli italiani a molti temi ambientali. Potrebbe essere il tempo di prendere esempio da Katharine Schulze per capire che ambientalismo, diritti animali, diritti umani e inclusione sono temi importanti. Su cui puntare, senza estremismi.

Nonostante questo momento politico in cui in Italia prevale il sensazionalismo urlato e l’egoismo apparentemente diffuso, non credo sia questo il vero ritratto degli italiani. Che si sono gettati nelle braccia di chi sembrava credibile, stufi di parole vuote. Probabilmente non ottenendo il risultato sperato.

Sarebbe tempo che si creasse un soggetto politico realmente attento a occuparsi dei temi sociali con onesta, competenza e perché no, anche con un sorriso. Lo stesso che forse ha convinto molti bavaresi a votare per una giovane leader che quando serve alza il dito medio, ma per lo più ha programmi rassicuranti e un volto sorridente.

Ce lo chiede l’ambiente ma anche il futuro delle prossime generazioni. Urlare fa impennare i sondaggi ma è un fuoco di paglia, mentre la serietà è un investimento sul quale in molti punterebbero. Senza estremismi.