Il nandù dalla Patagonia alla Germania

Il nandù dalla Patagonia alla Germania, per essere allevato come animale da reddito. Ma poi, come sempre, accade l’imprevisto. Scappano tre coppie dagli allevamenti. E iniziano a riprodursi, complice il clima che assomiglia a quello della zona di origine.

Nei primi anni duemila sono arrivati in Meclemburgo, dove in un’area protetta hanno iniziato a riprodursi. Arrivando piano piano a essere quasi 600.Ne da notizia oggi l’ANSA in un articolo (leggi qui) dicendo che i tedeschi sono in bilico fra l’abbattimento e il considerarli un’attrazione.

Non sono però di questo parere i contadini della zona, che lamentano danni ai raccolti.

Che fine faranno i nandù tedeschi?

Pur non entrando in competizione con altre specie e non essendo quindi considerati “invasivi” seppur alloctoni. In 20 anni si sono centuplicati, non avendo predatori, grazie alla loro velocità. Quello che è certo è che se fossero stati catturati 20 anni fa ora non sarebbero seicento.

Per adesso sono considerati buffi animali da andare a vedere, ma quando continueranno a crescere di numero e a mangiarsi i raccolti saranno ancora guardati con occhio benevolo? Oppure diventeranno come le nutrie un animale da eradicare, senza esclusione di colpi?

Come sempre il problema degli animali scappati dagli allevamenti non è affrontato in modo tempestivo. Pur essendo l’unico modo per poterlo risolvere in modo tempestivo e incruento. Senza dover fare dopo inutili stragi.

Evidentemente si preferisce non occuparsi dei problemi causati da queste fughe, sperando forse che si risolvano in modo autonomo, per morte dei fuggiaschi. Anche se oramai gli esempi di animali alloctoni che si adattano ai nostri climi certamente non mancano.

Le specie che abbiamo introdotto e poi vorremmo far sparire

Dai colorati parrocchetti, pappagalli che hanno colonizzato città e campagne da nord a sud, alle nutrie. Per arrivare ai procioni oramai ben radicati il Lombardia o al gambero della Louisiana. Senza dimenticare le tartarughe della Florida.

Animali scappati, liberati o abbandonati che hanno colonizzato il territorio e che ora, con colpevole ritardo, vengono visti come presenze fastidiose, pericolose per l’ecosistema, dannose. Così si mettono in atto improbabili piani di contenimento, del tutto inutili.

Nemmeno nell’attenta Germania la prevenzione viene considerata una priorità e ora qualcuno dovrà decidere cosa fare dei nandù, che dalla loro Patagonia sono stati catapultati, vittime inconsapevoli della globalizzazione, in Germania. Dove certo non sembra si siano trovati male, almeno a giudicare dagli esemplari che ora vivono liberi.