il lupo diventa simpatrico

Quando il lupo diventa simpatrico con il cane iniziano a crearsi problemi e leggende. Chiariamo subito che la simpatria non è un errore di battitura  ma bensì un errore di gestione.

Il lupo italiano (canis lupus italicus) e il cane domestico (canis familiaris) sono sottospecie della stessa specie e, nel caso in cui vengano a contatto fra loro per sovrapposizione di territori, possono accoppiarsi dando origine a una prole, fertile, ibrida.

Cani e lupi dovrebbero occupare territori molto diversi e soprattutto i cani non dovrebbero venire a contatto con i lupi per una ragione semplice: il cane domestico dovrebbe essere custodito e gestito da un proprietario anche nelle zone rurali. Nel caso fossero lasciati liberi di vagare i cani dovrebbero essere sterilizzati. Per buon senso o per legge, ma quest’ultima non c’è. Così quando il lupo diventa simpatrico con il cane nasce il problema.

Quando questo avviene, se la presenza di cani vaganti sul territorio (randagi e/o di proprietà) rappresenta una costante, è possibile che vi siano accoppiamenti indesiderati fra cani domestici e lupi. Questa probabilità si crea in modo particolare quando i gruppi familiari dei lupi vengono destrutturati a seguito di episodi di bracconaggio, incidenti, cause naturali oppure quando si tratti di giovani lupi in cerca di nuovi territori.

Senza dimenticare che i cani vaganti non sono soltanto un pericolo per i lupi ma rappresentano la sorgente del randagismo, un problema ancora non seriamente combattuto dalle istituzioni e alimentato da proprietari irresponsabili.

Ma come è scritto nella pagina FB del progetto LIFE Mircolupo (qui) “Il lupo non merita una vita da cani e il cane non merita una vita da lupi” . Per questo bisogna fare il possibile per evitare la presenza di ibridi fertili e per impedire che si possano nuovamente accoppiare dando vita a nuovi esemplari ibridi di seconda generazione.

Il progetto LIFE Mircolupo si occupa di studiare il fenomeno dell’ibridazione e di contenerlo, mediante campagne di informazione rivolte in modo particolare agli allevatori che vivono in montagna con i cani, spesso lasciati liberi di vagare. La vera particolarità di questo progetto però è costituita dalla metodica incruenta di rimozione degli ibridi, svolta con azioni di TNR (trap/neuter/release) ovvero di cattura, sterilizzazione e rilascio.

Secondo progetto il piccolo ma efficiente team del Wolf Apennine Center si occupa di individuare gli ibridi mediante catture, alle quali seguono analisi genetiche per essere certi che non si tratti di lupi puri. Se non ci sono dubbi sulla purezza del lupo catturato, dopo prelievi e rilievi di rito, l’animale viene munito di radiocollare e rilasciato. Nei casi sospetti il lupo viene trattenuto in attesa delle analisi genetiche e, se ibrido, viene sterilizzato e reimmesso velocemente nel branco di provenienza, in modo da non modificare i rapporti sociali e gerarchici.

Sugli ibridi si raccontano tantissime bugie, prive di ogni riscontro scientifico, come peraltro sui lupi in genere, cercando di far passare fake news come verità indiscutibili. Grazie a queste falsità gli ibridi sono dipinti come più pericolosi dei lupi, più aggressivi nei confronti dell’uomo, che non temono come invece fanno i lupi puri, più portati a predare il bestiame domestico. Ma tutte queste caratteristiche non hanno alcun riscontro in evidenze scientifiche e sono da considerarsi senza fondamento.

Le falsità che circolano su lupi e ibridi non solo creano disinformazione, alimentando inutili paure, ma provocano un danno a tutti quanti stanno lavorando per cercare di risolvere un problema serio, utilizzando metodi ecologici che non prevedono abbattimenti. Non poco considerando le strampalate idee del ministro dell’ambiente in tema di lupi e non solo.

Ma quello degli ibridi è soltanto uno dei problemi per la conservazione dei lupi. Il loro futuro potrà passare solo dalla consapevolezza di tutti dell’importanza che hanno i predatori, per il loro ruolo di vertice nella catena alimentare e nell’equilibrio degli ecosistemi. Torneremo a parlarne perché dal futuro dei lupi, dalla modalità di gestire il problema, passa anche il destino di altre specie.

Nel frattempo, quando si va con il cane, specie se non sterilizzato, in posti dove c’è fauna occorre tenerlo sempre al guinzaglio perché quando il lupo diventa simpatrico con il cane questo non rappresenta un fatto positivo. Senza dimenticare che i cani disturbano inutilmente la fauna e, per questo, devono sempre essere custoditi, specie nella stagione riproduttiva. Per non mettere in pericolo i cani stessi e gli animali selvatici.