I veri maiali siamo noi

I veri maiali siamo noi, proprio secondo il significato che il vocabolario assegna al sostantivo usato in modo figurato: essere sporco, moralmente ripugnante.

L’inchiesta realizzata da Essere Animali, anzi una delle tante inchieste realizzate dall’organizzazione in allevamenti intensivi lo certifica. Attesta che molti uomini sono creature riprovevoli.

I veri maiali siamo noi che consentiamo a un manipolo di persone, per interessi, per stupidità, abitudine e crudeltà, di porre in essere comportamenti atroci nei confronti degli animali. Con omissioni di controllo oramai a livelli intollerabili.

Il video realizzato da Essere Animali lo trovate sulla loro pagina e chi ha lo stomaco necessario lo può vedere, ma bene il fatto che sia già nelle mani della Procura e dei Carabinieri Forestali. Bene sarebbe che questo allevamento fosse chiuso, subito e che l’imprenditore si trovasse tutti i beni sotto sequestro, perché rappresentano il profitto di reati.

Non possiamo continuare a stupirci, a protestare, senza purtroppo dire che questo genere di inchieste non le dovrebbero fare le associazioni, o non solo le associazioni, ma gli organi dello Stato. Sbandieriamo ai quattro venti che in Italia la filiera di produzione degli alimenti è sicura ma è evidente che troppe sono le omissioni.

Queste situazioni, vergognose e inaccettabili, sono il risultato di mancati controlli, di coperture, di inazioni più o meno gratuite, di colpevoli connivenze. Di persone che sapevano e hanno taciuto, di organi di controllo che non hanno ascoltato voci e non hanno operato controlli. Quelli di Essere Animali sono stati bravi, ma chi controlla è stato quantomeno latitante.

Questo non è un problema che riguarda gli animalisti o i vegani, questo è un problema che riguarda tutti: sotto il profilo etico perché le torture sono inaccettabili, sotto il profilo della salute perché dietro queste carenze di controlli si può nascondere il peggio per la salute. Queste crudeltà devono finire per sempre.

Non è la lotta fra chi rispetta la vita e chi mangia gli animali, ma quella fra persone con una empatia almeno normale e gente che, per profitto, potrebbe compiere gli stessi maltrattamenti sugli uomini. Il cosiddetto salto di specie. Compiuto da abbrutiti, da persone certamente prive del normale sentire. Se così non fosse sarebbero sadici pericolosi, da mettere sotto stretta sorveglianza.

Chi ha responsabilità di governo, chi ha responsabilità amministrative, i veterinari e i corpi di polizia che devono vigilare prendano delle misure che consentano un reale contrasto di queste atrocità. Uno, dieci, cento è tempo di dire basta, di non credere più all’eccezione quando questa diventa norma.

Si preveda il sequestro dei beni, l’interdizione perpetua da attività con animali, la sospensione delle potestà genitoriali nei confronti dei responsabili. Insomma si facciano azioni concrete per mettere questi criminali, per stupidità o per crudeltà, nelle condizioni di non nuocere più.