I lupi sbranano i cani secondo i cacciatori

I lupi sbranano i cani secondo i cacciatori. Per questo la categoria si sente molto vicina a quella degli agricoltori.

Secondo la C.C.T. (Confederazione cacciatori toscani) i lupi sono troppi e, per giunta, attaccano i loro cani durante le battute.

Per questa ragione i cacciatori appoggiano agricoltori e pastori che lamentano danni causati dalla presenza del lupo. Sovrastimata in più di 1.000 esemplari.

La notizia viene riportata dal giornale online La dea della caccia in un articolo che, come sempre, usa toni apocalittici sulla presenza dei lupi in Toscana. Che devono essere catturati o abbattuti perché fanno troppi danni. Avanzando dubbi anche sulla loro funzione nel controllo degli ungulati.

Infatti oltre alle dinamiche ed interazioni tra Lupo e fauna selvatica, ancora da verificare ed approfondire, dobbiamo rilevare che per il mondo venatorio uno dei problemi attuali è dato anche della specializzazione del Lupo e Ibridi, sempre più marcata, nell’attacco/uccisione verso i cani da caccia durante le varie pratiche venatorie. (dall’articolo pubblicato da La dea della caccia).

I lupi ma anche gli ibridi si sarebbero specializzati quindi nell’attacco ai cani dei cacciatori. Un’idea davvero balzana questa, che purtroppo è portata avanti da molti. I pastori sostengono che i lupi si sono specializzati nell’attacco del bestiame, i cacciatori dei cani e i più allarmisti mettono in dubbio la sicurezza delle persone.

Fornendo numeri di fantasia perché non è vero che nella sola Toscana i lupi siano più di mille, come sostiene il mondo agricolo e quello venatorio, senza poter citare fonti e dimostrare i dati. Parti di menti fantasiose che servono però a tenere alto il livello del conflitto, ma anche quello della paura.

Certo il problema degli ibridi è reale e le motivazioni sono note: il vagantismo dei cani di proprietà in zone rurali e la presenza di animali randagi (leggi qui) . Da qui a sostenere però che gli ibridi possano essersi specializzati, insieme ai lupi, nella caccia ai cani è davvero una fantasia.

Sugli esemplari ibridi circolano leggende, come sui lupi reintrodotti, che li vogliono più aggressivi verso il bestiame perché maggiormente confidenti verso l’uomo. Ma questa ipotesi non ha alcun fondamento scientifico, semmai il contrario. Come dimostra la storia di ibridi catturati, sterilizzati e muniti di radiocollari (leggi qui).

Inutile salire sulle barricate, come fanno cacciatori e agricoltori. Il lupo è tornato, rappresenta un bioregolatore importante come evidenziano i dati scientifici e una volta raggiunta la portanza ambientale non cresce numericamente. La sua presenza comporta, inevitabilmente, di rivedere le modalità di gestione degli animali al pascolo. Ma senza creare inutili allarmismi.

Secondo l’attuale visione agricolo venatoria la gestione della fauna si basa su un solo aggettivo: troppi. Sono troppi i cinghiali, i cervi, i caprioli, ma anche le volpi e i lupi. I primi per poter continuare a cacciarli, i secondi perché contengono numericamente i primi. Bisognerebbe gestire la fauna seguendo linee guida scientifiche, non secondo convenienza.