gattaro di Aleppo

Il gattaro di Aleppo è il testimonial dell’empatia, di un’etica che si può praticare anche durante una brutta guerra. Restare empatici durante un conflitto come quello siriano, infinito e crudele come tutte le guerre, non è facile e nemmeno scontato. Per questo mi piace molto questa foto, rubata dal sito di Aleppo Cat Men, che racconta di uomini, bimbi e animali.

Il suo nome è Mohammad Alaa Aljaleel, faceva l’elettricista e viveva ad Aleppo. Da quando è scoppiata la guerra ha cercato di rendersi utile, aiutando quelli che avevano meno, ancora meno. Il suo sogno era di aiutare gli animali e piano piano c’è riuscito. Con coraggio e determinazione.

Certo qualcuno potrebbe storcere il naso, considerando le atrocità di una guerra, un paese dilaniato e qualcuno che si occupa di gatti, che salva animali. Dimostrando poca sensibilità e empatia e dimenticando che le buone azioni, a chiunque destinate, proteggono gli uomini con il loro insegnamento.

Il mondo conosce il gattaro di Aleppo

L’uomo che assiste gli animali dove piovono bombe è diventato molto noto, nel frattempo, senza mai muoversi da Aleppo. L’eco delle sue attività è arrivato ovunque, anche grazie a Alessandra Abdin, che alcuni anni fa aveva visto una notizia che parlava di Alaa sull’emittente Aljazeera. E così, dal 2015, ha iniziato a creare attività per far conoscere, anche sui social, le attività del gattaro (che in realtà si occupa di molti animali), per cercare di sostenerlo nelle sue attvità.

Questo post è tratto dalla pagina Facebook Ernesto’s Sanctuary For Syrian Cats. Ernesto era il nome di un gatto di Alaa, uno alla quale proprio Alessandra era particolarmente affezionata e che ora non c’è più. Se avrete la pazienza di guardare il video capirete bene quanto l’empatia sia salvifica, una chiave magica di rasserenazione, anche per i bambini. Che riescono a sorridere anche grazie a Alaa che cura i gatti.

Leggete la storia del gattaro di Aleppo, vi riconcilia con l’uomo

La storia di Alaa e delle sue attività racconta di drammi, di bombardamenti con il gas, di insuccessi e sconfitte. Ma parla anche degli occhi dei bimbi, di una casa con le altalene, di un messaggio di pace, di attenzione. Un messaggio laico in un mondo in cui la religione degli uomini ha combinato sin troppi danni. Una testimonianza di coraggio e di speranza, impastata con l’empatia per gli esseri viventi e annaffiata con buona etica.

Etica (dal greco antico éthos) : insieme di norme e di valori che regolano il comportamento dell’uomo, indicando quale sia il bene e quali siano i doveri morali verso se stessi e verso gli altri.

Non sono solo i gatti e gli uomini di Aleppo a dover essere grati al gattaro, ma un pochino dobbiamo esserlo tutti: ci ricorda che gli uomini buoni sono più di quelli cattivi, che i gesti rimangono, che i sorrisi possono ritornare. Anche in un paese che sembra non poter conoscere pace. E se volete, potete anche aiutarlo a tenere viva la speranza, non con preghiere ma con un’offerta.