Galline senza possibilità di fuga dai maltrattamenti

Galline senza possibilità di fuga dai maltrattamenti, grazie a allevatori senza scrupoli, controlli assenti o inefficaci.

Norme che non hanno il giusto potere deterrente, con danni per animali e consumatori.

Ancora un’inchiesta sulle condizioni degli allevamenti di polli, ancora immagini che mostrano il girone dantesco in cui sono costrette a vivere le galline ovaiole di un allevamento italiano realizzate da Animal Equality.

Le immagini mostrano galline costrette a vivere in condizioni inumane, senza avere quasi possibilità di movimento, in un ambiente malsano, in gabbie dal fondo di rete che rende difficile e doloroso anche solo il dover mantenere la stazione eretta. In contrasto con le normative nazionali, europee che si occupano di tutelare gli animali negli allevamenti e che hanno imposto regole per le galline ovaiole.

Questo allevamento non solo è una fabbrica di maltrattamenti per le galline ovaiole che vi sono rinchiuse ma si trova in condizioni igieniche tali da meritare di essere immediatamente chiuso. Le condizioni ambientali sono terribili e non possono essere nascoste durante i controlli periodici che dovrebbero essere condotti dal servizio veterinario delle ASL, a tutela di animali e consumatori.

Però ancora una volta è dimostrato che il sistema non funziona: non importa sapere se per distrazioni e/o collusioni, per scarsità di personale o per insipienza ma quello che dovrebbe essere chiaro al ministro della salute è che queste situazioni, costanti, vanno ben oltre il tollerabile.

I servizi pubblici che presidiano il territorio, dai servizi veterinari ASL alla Polizia Locale, dal disciolto Corpo Forestale ora inglobato nei Carabinieri alle unità che vigilano sulla sicurezza e salubrità dei luoghi di lavoro, non possono essere sempre all’oscuro di tutto. Bisogna rivedere la lista delle priorità, modificare il metodo, migliorare il risultato finale.

Le condizioni in cui vivono le galline ovaiole, al pari di quelle di molti altri animali negli allevamenti intensivi, sono attuate soltanto per ottimizzare il profitto di chi alleva, senza riguardo per animali e nemmeno per i consumatori, troppe volte ignari di quanto si nasconde dietro il pacchetto di uova che acquistano al supermercato.

Il mercato che impone di ottenere prodotti a prezzi sempre più bassi e in quantitativi sempre più alti, per soddisfare le esigenze di un mercato alimentare malato, continua a essere la causa di maltrattamenti agli animali che si riverberano anche sulla salute dei consumatori: farmaci, batteri, antibiotici e altre sostanze patogene sono solo alcune delle componenti tossiche del nostro cibo.