Ettore Delli Carri un veterinario con il cuore

E’ mancato Ettore Delli Carri un veterinario con il cuore. Che resterà per sempre nel cuore di chi lo ha conosciuto.

Era un uomo davvero speciale, di grande fascino e carisma, con il dono di avere uno spiccato senso dell’ironia e una signorilità innata. Doti che facevano riempire il suo studio di Via Corridoni a Milano.

Quando qualcuno si stupiva in quanto era uno dei pochissimi veterinari che non praticava interventi chirurgici nel suo ambulatorio, Ettore rispondeva, sempre con un sorriso, che preferiva rimanere un buon clinico piuttosto che un mediocre chirurgo.

Ho avuto la fortuna di conoscere Ettore che avevo meno di diciotto anni: lui frequentava la sede di ENPA Milano, che allora era in Piazza V Giornate, mentre io ero un volontario entrato da poco tempo. Mi prese in simpatia e così diventammo “amici”. Io frequentavo il suo ambulatorio, lui mi insegnava tantissime cose, sia umane che veterinarie. Ricordo che si arrabbiò tantissimo quando abbandonai veterinaria per fare altre scelte.

Ettore amava gli animali, soprattutto i cani, in modo profondo, viscerale. Come viscerale era il suo amore per Crudelio, un enorme mastino napoletano. Tanto da dedicare parte del suo tempo a quelli più sfortunati, curando gratis gli ospiti del canile della Lega del Cane che, a quei tempi, aveva un rifugio al parco Forlanini. Per un lunghissimo periodo il suo ambulatorio era stato aperto anche agli animali di ENPA, che visitava gratuitamente, facendoli passare davanti ai suoi clienti quando era necessario.

Ettore Delli Carri

Appassionato di auto, di corse e anche di motociclette se ben ricordo. Con una guida che talvolta ti inchiodava muto al sedile, mentre sfrecciava con la sua Mini Cooper per le strade di Milano. Impossibile per me dimenticare i tragitti fra il suo studio e il canile della Lega del cane. Perennemente con un toscanello stretto fra i denti o con una delle mille pipe.

Ettore ha fatto parte della mia giovinezza ed è stato una delle “cause” che mi hanno portato a non abbandonare più il volontariato per gli animali. Lo stesso fascino che esercitava su di me lo trasmetteva ai suoi clienti: c’erano persone disposte ad aspettare ore pur di far visitare il cane o il gatto al “prufessur”, come lo chiamavano divertiti i suoi infermieri, Sisto e Angelo, detto Angiolino.

Poi ci siamo un po’ persi di vista, ENPA ha cambiato sede e zona di Milano, ha aperto una sua struttura veterinaria e, da allora, gli animali soccorsi venivano curati internamente, come succede oggi. Ma ci siamo sentiti di tanto in tanto al telefono, con qualche discussione sui social. Idee diverse, ma la classe e la signorilità di Ettore rendevano, fortunatamente, impossibile qualsiasi innalzamento dei toni. Anche in questo un maestro di vita, specie in tempi arroganti come questi.

Anni fa Ettore decise di trasferirsi a Montebello della Battaglia, un comune del pavese, continuando a fare il veterinario e a coltivare le sue passioni: sigaro e la sua collezione di pipe. Sempre in compagnia di cani, sempre in compagnia di amici.

La promessa, purtroppo non mantenuta, di vederci, affetto e stima ma anche una grande reciproca simpatia. Ora non potrò più mantenere la promessa ma continuerò a ricordarti, con la stessa espressione che avevi in questa foto, e continuerai a farmi fare un sorriso pensando a tante situazioni, ricordi, risate e al fumo del tuo toscanello. R.I.P. Ettore.