empatia verso tutti gli esseri viventi

Provare empatia verso tutti gli esseri viventi sembra un concetto impossibile per molti umani, che dicono di amare gli animali ma detestano i loro simili.

Come direbbero molti commentatori oggi sono conscio di avventurami verso terre incognite, ma devo confessare una grande avversione verso questa umanità che non accetta i suoi simili.

Abbiamo sviluppato strumenti di comunicazione incredibili, ma sembra che abbiamo da tempo smesso di parlarci, di capirci o anche solo di volerlo fare. Vogliamo difendere gli elefanti africani ma non vogliamo dividere nulla con gli uomini africani, specie se non restano a casa loro.

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La natura è perfetta ma non è buona, come non lo è nemmeno l’uomo,  che ha  gravi ed inescusabili colpe, anche se non possono essere addebitate all’intera specie. Ci sono uomini che lottano per i diritti, ce ne sono altri che sanno solo parlare di diritti senza mettere in atto alcuna azione per tutelarli.

Ci sono uomini che guardano solo al loro profitto, alla loro famiglia, a una stretta cerchia a cui riconoscono diritti: il cerchio della fiducia oppure il cerchio magico, usando metafore di questi tempi.

Questi ultimi ho l’impressione siano quelli che dicono di adorare gli animali in quanto migliori degli uomini. Esseri viventi capaci di dare affetto, senza provocare effetti collaterali.

Le persone che amano gli animali detestando gli uomini, augurandosi la loro scomparsa dal pianeta, hanno un’indubbia difficoltà di rapporto con i loro simili. Sono uomini giudicanti senza interlocuzione, emettono sentenze completamente prive di buonsenso. Sono quel tipo di persone che ammazzano il dialogo e il confronto, che chiudono l’animalismo in recinti, che creano un danno profondo e forse insanabile alla causa dei diritti degli animali.

In fondo non sono interessati ad ottenere un riconoscimento dei loro protetti, forse sono più interessati all’ostracismo dei propri simili per difficoltà di interazione, nella difficoltà di provare empatia verso tutti gli esseri viventi.

Ma come non amare tutti quegli esseri umani che combattono per l’equità, per i diritti, per la dignità, per la divisione delle risorse. Amo questa umanità combattente, capace di lottare senza perdere la tenerezza, capace di spendere tempo per difendere uomini, animali, categorie fragili, diritti, sensibilità e tutela dell’unico ambiente che abbiamo.

Non sopporto più i giudicanti, quelli che insultano senza capire, i meschini, capaci solo di augurare sofferenza, essendo incapaci di articolare un discorso compiuto. Non sopporto chi difende gli animali e vorrebbe morti i migranti, quelli che tutelano i loro animali perché sono “come figli”, ma sono incapaci di commuoversi guardando il volto di un bimbo che ha fame.

Lo dico chiaramente, uno dei pochi vantaggi dell’indipendenza: queste persone sono i veri nemici dei diritti degli animali, con i loro estremismi insopportabili, vuoti, incapaci di avere empatia verso tutti gli esseri viventi.

I diritti sono dei viventi, il mondo è dei viventi e detesterò sempre chi suddivide il mondo in categorie: quelle categorie che hanno fatto commettere crimini degli umani sui loro simili, quegli integralismi che fanno paura.

Chi conosce la natura sa che non è buona, persegue un disegno perfetto che in felini e orsi, per fare un esempio, porta i maschi ad uccidere i cuccioli per poter perpetuare il “proprio” DNA. Mostri? No, solo creature che attuano quello che da sempre fanno tutti gli esseri viventi: riprodursi, assicurare i propri geni e cercare un futuro.

Bisogna imparare a diffidare di chi difende i diritti negandoli ai suoi simili, spesso per semplice egoismo.